domenica 28 dicembre 2008

La malaria a Chaaria


La malaria rimane una importante causa di mortalita’ e morbidita’ in Kenya, specialmente per i bambini piccoli (al di sotto dei 5 anni di eta’) e per le donne gravide.
La malaria e’ la piu’ comune causa di morte per pazienti pediatrici. Inoltre da sola costituisce il 30% delle visite ambulatoriali ed il 20% dei ricoveri ospedalieri in Kenya.

La malaria e’ una malattia infettiva causata da un parassita del genere Plasmodium.
Plasmodium Falciparum e’ di gran lunga la specie piu’ comune in Kenya (circa 98%), ed e’ associato con la forma piu’ grave di malaria, che puo’ dare severe complicazioni e molti decessi.
Altre specie che possono essere talvolta trovate nel sangue in coinfezione con il falciparum, sono il Plasmodium malariae ed il P. ovale. Il P. vivax e’ rarissimo in Kenya

COME SI MANIFESTA LA MALARIA?
Generalmente le presentazioni cliniche sono molteplici, tanto da portare qualche grande esperto inmateria a dire che la malaria non ha sintomi propri perche’ puo’ mimare qualunque altra patologia. Per comodita’ didattica normalmente a Chaaria distinguiamo due grande categorie: la forma non complicata e quella con complicazioni.

a) Malaria non complicata
Normalmente si presenta sotto forma di febbre, dolore muscolare ed alle giunture, brividi e sudorazioni profuse. A volte c’e’ diarrea, vomito, irritabilita’ e anoressia (mancanza di appetito). Inoltre ci deve essere un test positivo (normalmente goccia spessa) con presenza di parassitemia periferica. Tutti questi sintomi si possono presentare insieme oppure in varie combinazioni (per esempio febbre e dolore alle giunture; oppure diarrea e vomito senza febbre). La febbre da P.falciparum normalmente e’ molto irregolare e non rispetta la cadenza terzana come invece e’ scritto erroneamente in molti libri (terzana significa che il paziente ha febbre un giorno, e poi rimane sfebbrato per altri due... ma questo non avviene mai. Il malato e’ febbrile tutti i giorni).
b) Malaria severa con complicazioni
E’ una situazione gravissima che mette a repentaglio la vita del malato, ed e’ definita come la condizione in cui un test positivo per il P.falciparum si associa a una o piu’ delle seguenti presentazioni (singolarmente o in combinazione):
1) incapacita’ di nutrirsi
2) disturbi gravi del respiro (fino all’edema polmonare)
3) crisi epilettiche
4) collasso circolatorio con pressione bassissima (shock)
5) sanguinamenti in tutte le parti del corpo
6) ittero (colore giallo degli occhi)
7) urina di colore nero (emoglobinuria, anche chiamata black water fever)
8) insufficienza renale acuta
9) anemia severa con emoglobina a volte di 2 grammi (in Italia si trasfonde quando l’emoglobina scende a meno di 7)
10) ipoglicemia (zuccheri nel sangue particolarmente bassi, che possono contribuire alla perdita dei sensi)
11) alterazione dello stato di coscienza fino al coma profondo (malaria cerebrale)


TRASMISSIONE DELLA MALARIA
La malattia si trasmette attraverso la puntura da parte della femmina di un particolare tipo di zanzara (anofele). Non e’ possibile la trasmissione tra un paziente e l’altro, ma e’ invece documentato che una mamma vicina al parto trasmetta la malaria al neonato attraverso il sangue placentare (malaria congenita).
In gravidanza poi la malaria puo’ essere causa di aborto, morte intrauterina, parto pretermine o neonato molto piccolo alla nascita (small for date).

TERAPIA
Negli ultimi anni sono emersi ceppi di P. falciparum resistenti agli antimalarici precedentemente usati. Da un decennio la clorochina e’ stata abbandonata, e recentemente anche i sulfamidici (FANSIDAR e METAKELFIN) sono andati in disuso a causa della ridotta efficacia terapeutica.
Le nuove linee guida OMS per la malaria non complicata, ormai seguite da molte Nazioni africane, prevedono l’impiego di una associazione di due farmaci a base di artemisina. L’artemisia annua e’ un fiore che si trova anche dalle nostre parti qui a Chaaria, ma e’ merito della medicina cinese averne scoperto la grandissima efficacia ed aver elaborato farmaci che sono molto attivi e privi di effetti collaterali. Tali medicine per il passato erano molto costose, ma con l’aiuto della World Bank e di compagnie farmaceutiche come la Novartis, sono ora venduti ai Paesi Africani a prezzi veramente stracciati. Per questo il Governo e’ in grado di fornirci gratuitamente il farmaco in questione (che in Kenya si chaima Coartem).
Per la malaria complicata il farmaco di prima scelta rimane il chinino somministrato ev, che sembra essere ancora efficace, senza dati significativi di resistenza.
Un intervento certamente richiesto molto frequentemente ed urgentemente e’ la trasfusione sanguigna. Il parassita causa emolisi, che vuol dire distruzione dei globuli rossi: questo fenomeno e’ cosi’ rapido che un paziente puo’ perdere un grammo di emoglobina ogni 2 ore. Ecco perche’ il rischio di morte, soprattutto per i bambini, e’ nelle prime 8 ore dall’inizio dell’attacco.
L’anemia e’ una complicazione soprattutto pediatrica e ostetrica (cioe’ delle donne incinte), mentre gli adulti sono piu’ esposti alla malaria cerebrale.

LA MALARIA HA UN PERIODO DI INCUBAZIONE
... ma per il P. Falciparum e’ molto difficile stabilire l’esatta durata. Infatti puo’ variare da un minimo di una settimana ad un massimo di un mese.

QUALE IL FARMACO MIGLIORE DA CONSIGLIARE AI VOLONTARI PER LA PREVENZIONE?
Naturalmente e’ bene che i volontari consultino e seguano le indicazioni che riceveranno press i rispettivi uffici d’igiene in Italia.
Quello che mi sento di dire e’ comunque questo: io sconsiglio vivamente il venire a Chaaria senza profilassi, perche’ la malaria da noi ha una trasmissione costante tutto l’anno anche se si riconoscono dei picchi dopo le stagioni delle piogge. Inoltre e’ una infezione da P. Falciparum, ed il rischio di complicazioni gravi e’ piu’ probabile nel “Bianco” non immune che nei residenti.
Non credo che ci sia alcuna differenza tra la protezione offerta dal lariam e quella offerta dal malarone, per cui non ho indicazioni da dare al riguardo.
La protezione e’ superiore al 95% e nei rarissimi casi in cui volontari in profilassi hanno contratto la malaria, questa si e’ presentata in forma del tutto leggera con completa guarigione entro tre giorni di terapia.
Naturalmente sono importanti anche altri mezzi, quali l’uso di relellenti (esempio: Autan) e l’impiego della zanzariera di notte. Infatti l’anofele ha un ciclo vitale notturno ed i picchi di punture si hanno al tramonto e all’alba.
Soprattutto comunque e’ importante non cadere nel panico. No abbiate paura, io sono ancora vivo dopo 10 anni!

Spero che questa breve presentazione sia stata utile a tutti i volontari che desidereranno venire a passare qualche settimana con noi.

Fr Beppe



1 commento:

Anonimo ha detto...

Mitico!!
Breve, chiaro, esauriente, preciso... "grintoso" nel consigliare la profilassi e pacato nel non creare allarmismi.
Baba Beppe forever!
Colgo l'occasione per i consueti banali auguri di buon anno ... solo che non vorrei che fossero banali ma riuscissero a trasmettere almeno un po' del mio affetto e della mia stima per te (in perenne crescita).
ugodoc


Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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