giovedì 4 dicembre 2008

Lettera da Daniela Albano per Fr. Beppe

Milano, 4 dicembre 2008

Caro Fr. Beppe,
mi chiamo Daniela; tu non mi conosci ma io conosco te.
Quando è tornato da Chaaria mio fratello Max mi ha telefonato e mi ha invitato a visitare il blog della Missione; l'ho fatto e ho letto la lettera che gli hai scritto dopo la sua rocambolesca, improvvisa, frettolosa partenza.
Mi ha colpita perchè in poche parole riuscivi a descrivere con lucidità e affetto le molteplicità dei suoi aspetti, nel carattere e nel comportamento.
Incuriosita, mi sono messa a leggere i tuoi articoli e sono rimasta impressionata dalla sensazione che comunicano: VERITA'.
La crudezza delle situazioni, descritte per quello che sono senza filtri buonisti, senza mascheramenti ipocriti, senza falsi idealismi, senza sovrastrutture.
Tu descrivi la vita nella Missione in tutti i suoi aspetti: la lotta “per” e la lotta “contro”.
La lotta per la sopravvivenza dei tuoi ammalati e la lotta contro le difficoltà, l'ignoranza, il tempo, la fatica.
La gioia per la vittoria di avere strappato una vita alla morte e l'accettazione quando la morte vince. Tutto con grande senso della realtà, ma senza cinismo.
La tua sincerità nel denunciare la solitudine che provi nella situazione di lontananza da casa - anche a causa della scelta di vita che hai operato, che ti priva degli affetti, ai quali spesso ci si appoggia - è la moneta della verità..

E la stanchezza ed il desiderio espresso di potere riposare una notte intera per recuperare energia sono il manifesto di un'umanità che non può essere negata nemmeno di fronte ai mille bisogni degli altri.
Eppure in tutto questo c'è la scelta, rinnovata ogni giorno, di una vita di “servizio”, servizio per la vita e per la morte.
Ho parlato con Max di queste mie impressioni e mi ha detto: scrivigli!
Poi sono entrata in contatto con Nadia, alias bluette, che mi ha dato il tuo indirizzo e-mail, incoraggiandomi a farlo. Ed eccomi qua.
Entrare nel blog di Chaaria mi ha mosso qualcosa dentro, mi ha fatto sentire vicina a quei bambini malati di malaria, malformati, denutriti, quelle mamme che vivono con difficoltà realtà che noi diamo per scontate - come essere assistite al parto e ricevere le cure adeguate - e penso che siano fortunati ad avere te.
Ma mi ha fatto sentire molto vicina e te e al tuo essere “uomo dedicato”.
Qui ci stiamo preparando al Natale. Come tutti gli anni si impazzirà tra regali e cibi squisiti, ma non sempre saremo soddisfatti.
Io penso che il tuo Natale sarà un giorno come gli altri, ma ti potrai sentire utile e pieno come se avessi mangiato da solo tutto il tacchino.
Anche se mi piacerebbe, non so se potrò mai venire a Chaaria, ma vorrei almeno, per quello che conta, darti il sostegno di un vero apprezzamento e...
...non solo perchè da oggi Chaaria farà parte del mio Natale.

Grazie Fr. Beppe!

Daniela Albano

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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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