domenica 28 dicembre 2008

Sono la mamma di Abigail Nkatha

Questa lettera è stata scritta quest'oggi dalla mamma di Abigail Nkatha ed indirizzata ai genitori adottivi di Roma, che la sostengono generosamente. Fr. Beppe, ha tradotto la lettera dalla lingua originale ed ora la pubblichiamo, al fine di rendervi tutti partecipi delle piccole grandi azioni di cui fate parte. Un ringraziamento di cuore.
Desidero esprimere il mio grazie sincero ai genitori adottivi della mia Abigail. Essere una ragazza madre non è davvero facile ed i problemi economici sono spesso enormi. Il fatto di aver ricevuto il vostro sostegno economico per la scuola di Abigail ha aiutato tantissimo.
Al momento non ho ancora un lavoro fisso, ma sono in prova in un ufficio governativo e questo spero mi porti in futuro ad una maggiore sicurezza finanziaria.
Per ora non mi resta che assicurarvi il mio ricordo nella preghiera che è anche l'unico modo a mia disposizione per ricambiare il bene che fate per me e per la mia piccola.
A volte la vita è proprio dura: più volte sono stata sul punto di trovare una persona con cui ricostruire la mia vita, con cui sposarmi, ma poi all'ultimo momento le cose sono precipitate e non se n'è fatto nulla. Sembra quasi che io abbia una specie di maledizione che mi perseguita, una sorta di spirito cattivo che qui qualche predicatore chiama: lo spirito malefico dell'ultimo momento, il quale ha il compito di rovinare tutte le cose belle quando ormai sembrano fatte.
AbigailMamma.JPGPerò, anche se sono suggestionata da queste cose, la fede cristiana mi porta a credere che gli spiriti non esistono e che c'è un solo Dio che ci ama e si prende cura di noi.
Anche l'inaspettato dono della vostra adozione a distanza è un messaggio di tenerezza del Padre Celeste nei miei confronti... e voi siete i suoi messaggeri di speranza per me.
Pregate anche per me, che la mia speranza non venga meno, che io possa ancora sistemarmi nella mia vita.
Ho lavorato parecchi anni al Cottolengo Mission Hospital come assistente alla poltrona per vari dentisti e come staff di supporto presso il dipartimento di ricovero-pazienti.
Poi ho avuto uno sponsor per completare i miei studi e sono diventata segretaria: è stato umanamente importante completare la mia formazione, anche se è stata dura quando ho capito che non c'era più spazio per me presso la missione, dopo aver finito gli studi. I Fratelli hanno comunque sempre cercato di aiutarmi e sostenermi: ora il lavoro per cui sono in prova mi darà sicuramente delle possibilità di un futuro più roseo.
Se mi volete scrivere indirizzate pure a Fr Beppe che è un caro amico con cui rimango costantemente in contatto.
La foto è di oggi.
Faith Kawira

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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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