Si tratta di una organizzazione di lavoro che permette di massimizzare i servizi erogati con il minimo dispendio possibile, sfruttando pienamente le risorse disponibili.
Questo e’ un concetto che da tempo cerchiamo di realizzare in vari ambiti delle nostre attivita’ e ve ne porto alcuni esempi:
1) Esiste un network con la nostra casa di Gatunga dove le Suore seguono per noi alcuni pazienti HIV a domicilio. Gatunga dista da Chaaria piu’ di 50 Km e non sarebbe possibile per i malti di AIDS raggiungerci costantemente per il follow up. Noi quindi diamo alle Suore medicine per vari mesi ed esse si prendono cura di monitorare sia la corretta assunzione della terapia sia anche l’eventuale insorgenza di effetti collaterali od altri problemi. Sempre con Gatunga collaboriamo attivamente anche in altri settori, come ad esempio quello delle coppie sterili. I pazienti di Gatunga ci vengono inviati dalle Suore e noi eseguiamo i test e le procedure adatte al singolo caso. I risultati spesso sono molto incoraggianti. Abbiamo regalato circa una quarantina di figli a coppie che erano rimaste senza prole a volte anche per 10 o 15 anni.
2) Con Mukothima esiste una collaborazione ormai consolidata nel campo della maternita’ complicata, e di questo abbiamo parlato recentemente in un altro post di dicembre.
3) Anche con la casa di Tuuru non mancano i collegamenti in rete: noi riferiamo a loro i nostri Buoni Figli che hanno bisogno di calzature ortopediche. Essi si appoggiano a noi soprattutto per l’accettazione di orfani, di Buon Figli adulti, e di particolari pazienti soprattutto con problemi fisioterapici. Inoltre molte Suore, particolarmente del Monastero di Clausura, preferiscono venire a Chaaria per le loro terapie.
E SONO SICURO FARA' SOGNARE VOI COME FA SOGNARE ANCHE ME.
GATUNGA E' REMOTA, CALDISSIMA ED ARIDA. HA TUTTO IL FASCINO DELLA SAVANA.
4) Con la Missione di Nairobi la rete e’ un po’ meno fitta a causa della distanza: in casi selezionati comunque, il Cottolengo Centre di Langata ha ricoverato per vari mesi dei bambini sieropositivi di Chaaria, impostando per loro terapie antiretrovirali ed eseguendo tutti i test necessari. Con Nairobi poi c’e’ stata la bella collaborazione in rete per il caso di Lina che tra l’altro continua la radioterapia: ha infatti deciso di non arrendersi. L’ho sentita ieri e mi e’ parsa molto grintosa: mi ha fatto venire un nodo alla gola quando mi ha detto al telefono: “Let’s hope the new year will give joys to both of us” (speriamo che il nuovo anno porti tanta gioia ad entrambi). Se Lina non avesse questa cocciuta speranza, certo sarebbe gia’ morta da tempo.
5) Esiste poi il DREAM project che ci vede in rete con la comunita’ Sant’Egidio di Roma e con l’ospedale di Materi per l’esecuzione di test CD4 ai pazienti sieropositivi che necessitano di terapia antiretrovirale.
6) Non e’ mai venuta meno la rete con l’Huruma Centre e con l’orfanotrofio di Nkabune. Con il primo esiste una collaborazione economica, soprattutto grazie alle donazioni della Associazione e grazie al costante supporto da parte del progetto Afrikalba. Con il secondo continua il nostro lavoro in collaborazione: noi teniamo gli organi da 0 a 1 anno e loro si impegnano poi ad accoglierli dopo che diventano troppo grandi per Chaaria. Inoltre sia per Huruma che per Nkabune, grazie alle offerte degli amici, continuiamo a offrire terapie ambulatoriali ed ospedaliere gratuite.
7) Non posso non citare anche la collaborazione in rete con il St Luke Hospital, un piccolo centro situato a Kiamuri e gestito da una comunita’ di Suore locali. Anche loro hanno una maternita’ senza medico, ed usano Chaaria come ospedale di riferimento in caso di maternita’ complicata.
8) Dal 2004 il Cottolengo Mission Hospital di Chaaria fa parte della alleanza ospedali italiani nel mondo. E’ grazie a questa appartenenza che possiamo avere un collegamento saltellitare. Inoltre la suddetta alleanza ci offre anche un sistema di teleconsulto, per cui io posso chiedere consiglio a dei centri di eccellenza in Italia per tutti i casi clinici in cui non riesco a fare una corretta diagnosi o terapia. E’ poi in cantiere (o forse ancora allo stato di sogno... I have a dream, vi ricordate?) un’altra forma di network in cui si pensa alla creazione di un sistema informatico attraverso cui molti dispensari di zone remote del Tharaka potranno chiedere consiglio e aiuto a due ospedali italiani di riferimento: Chaaria e Materi. Di questo si dovrebbe occupare una ONG italiana che ci ha chiesto disponibilita’.
Ma tra tutte le forme di network voglio comunque assicurarvi che la piu’ importante rimane quella con la Piccola Casa e con l’Associazione dei volontari, con cui siamo costantemente in cordata per fare qualcosa di veramente utile per la nostra gente.
Fr Beppe
Quante cose sono successe in questo anno. Alti e bassi. Successi e sconfitte. Ma tutto e’ servito per renderti piu’ forte.La cosa piu’ bella e’ che hai fatto del bene ed hai toccato il cuore a moltissima gente: a tanti anziani, a parecchi malati anche terminali, a molti che grazie a te sono riusciti a cambiare il loro modo di pensare e sono diventati piu’ attenti a chi sta peggio.
Sei anche riuscito a vincere il primo premio, il cosiddetto award. Che bello!!
Faccio i complimenti alla tua mamma Nadia, che ti ha pensato, ti ha curato, ti ha fatto crescere tutti i giorni, senza risparmiarsi alcuna fatica.
Buon compleanno, caro blog, il mio augurio e’ che tu possa sempre crescere bello e forte, non per il tuo bene, ma per quello che farai ancora a tante persone che ti leggeranno anche nel 2009.
Fr Beppe
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