lunedì 5 gennaio 2009

La collaborazione è ottima


Ann (nome di circostanza da me usato per proteggere la sua privacy) e’ venuta a ritirare il risultato del test CD4. Avevamo iniziato la terapia antiretrovirale un anno fa e quindi ci aspettavamo un bel salto verso verso l’alto. Purtroppo Ann non e’ aumentata molto di peso e le sue condizioni non sono brillanti.
Guardo il registro e le chiedo se si ricorda da dove eravamo partiti: lei mi dice con sicurezza che aveva iniziato le medicine quando era a 25 CD4.
Mi metto a scartabellare per cercare la sua cartelle e con sorpresa i mei occhi leggono un 9... rimango bloccato per un attimo e non parlo. Forse lei coglie nei miei occhi questo imbarazzo e mi chiede: “i risultati non sono buoni?”
Preferisco non parlare e mettere il foglio davanti ai suoi occhi: Ann, che ha studiato fino alle Superiori e capisce bene che cosa significhi, si mette a piangere quando vede quel numero cosi’ basso.
“Ho sempre preso la terapia correttamente e non ho mai dimenticato le compresse... neppure una volta. Che cosa faccio adesso? Vuol dire che devo morire, e per me non ci sono piu’ speranze? Nove e’ molto vicino a zero: quando arrivo a non avere piu’ CD4, dovro’ per forza andare al Creatore”.
Sono confuso anch’io, e decido di chiedere a Nairobi cosa fare di un caso del genere. Si tratta di un chiaro episodio di resistenza ai farmaci e fino a qualche tempo fa non avevamo alternative.


Chiamo e mi rispondono subito. Spiego il caso nel dettaglio e un esperto dall’ altra parte della cornetta mi spiega tranquillamente che devo mettere la paziente in TARV di seconda linea.
Rimango un attimo in silenzio. Il mio interlocutore comprende a cosa io stia pensando e mi anticipa: “Non preoccuparti. Anche questo regime sara’ inviato presso il tuo ospedale, con una normale procedura... ed i nuovi prodotti saranno gratuiti per la paziente”.
Ho messo il telefono in viva voce. Ann sorride e la speranza ritorna a balenare sui suoi occhi ancora lucidi. Le metto una mano sulle spalle e le dico: “Vieni la settimana prossima per il nuovo schema. Per ora continua con i prodotti che hai a casa. Non smetterli, anche se i CD4 sono scesi. Vedi che c’e’ sempre una via di uscita? Non devi farti cadere le braccia. Abbi speranza; lotta, e la scienza continuera’ ad accompagnarti nel tuo cammino.
Stasera ringrazia il Signore di questa notizia. Sapessi quanta strada abbiamo fatto. Pensa che fino al 2003 non avevamo un solo farmaco per l’AIDS. Ora lavoriamo in rete con Nairobi e siamo sostenuti da donatori internazionali che ci permettono di darti gratuitamente medicine costosissime.
Chissa’ perche’ Dio ha permesso che molta gente morisse senza cure in anni molto vicini a noi... Ma questo e’ un mistero che non sappiamo dirimere. Noi semplicemente ringraziamolo per tutti i miglioramenti che sono avvenuti nella diagnosi e terapia della brutta malattia che purtroppo ti sei colpita. Prega anche per me stasera”.

Fr Beppe


Ps: lo schema di seconda linea contiene un NRTI (inibitore della transcriptasi inversa nucleosidico), un NNRTI (inibitore della transcriptasi inversa non nucleosidico) ed un PI (inibitore delle proteasi)


AmbulatorioHIV.jpg
L'ambulatorio per i pazienti con HIV



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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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