sabato 17 gennaio 2009

Sposa bagnata, sposa fortunata

Ciao,
anche oggi a Chaaria e’ festa grande. Il nostro carissimo Fr Muchiri ha fatto la Professione Perpetua, cioe’ si e’ consacrato a Dio per tutta la vita. Questo passo definitivo per noi Fratelli avviene dopo molti anni di seria preparazione: infatti Joseph e’ con noi a Chaaria dal 1999.
La pioggia, arrivata inaspettatamente e completamente fuori stagione, ha in qualche modo disturbato lo svolgimento della cerimonia, ed ha ritardato l’arrivo sia dei celebranti che dei parenti. La Messa e’ stata posticipata di circa un’ora per permettere a tutti di essere presenti: molte auto si sono impantanate nel fango. Alla fine pero’ il sole ha avuto la meglio: dapprima pallido ed incerto e poi splendente verso la fine della celebrazione e durante il pasto per la gente nel cortile dei Buoni Figli.
Nonostante tutti questi piccoli problemi, vi posso assicurare che e’ stata veramente una bella festa di famiglia, ed un momento molto commovente. Da quando sono a Chaaria, non avevamo mai avuto una Professione Perpetua. Oggi e’ per noi anche un momento di grande speranza per il futuro, in quanto cresce in noi l’ottimismo per un futuro in cui le radici della nosta missione saranno completamente africane.

FrMuchiri.JPG


Come sabato scorso, anche oggi non sono mancati i canti da parte della corale parrocchiale di Chaaria, i balli liturgici organizzati dal personale dell’ospedale e dalle scuole elementari e le danze tradizionali degli anziani della nostra zona. Ci sono poi state le celebrazioni molto pittoresche da parte del gruppo di parenti e amici venuti a Chaaria da Nyahururu, terra originaria del nostro Fratello: Joseph e’ stato portato in trionfo come un eroe.
Bro Joseph mi ha incaricato di salutare e ringraziare tutti coloro che gli sono amici, che lo hanno sostenuto ed incoraggiato in questi anni, e soprattutto hanno pregato e pregheranno per lui.
Tutti i Fratelli e le Suore di Chaaria si uniscono a me nel darvi questo gioioso messaggio.

Fr Beppe




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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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