sabato 10 gennaio 2009

Tre nuovi fratelli a Chaaria

...e' notte fonda. Tutti sono già a letto, ma io desidero raggiungervi tutti con queste poche parole. Oggi voglio comunicarvi una grande gioia: Richard, Elisha e Joel ora sono Fratelli. Hanno terminato il loro noviziato ed hanno emesso le loro professioni religiose. E' stata una giornata campale, piena di confusione, con gente proveniente da varie parti del Kenya: Joel è del Meru, mentre Richard è di Thika, vicino a Nairobi, ed Elisha è di Migori, nei pressi del lago Vittoria. E' stata una bella festa caratterizzata anche dall' incontro tra comunità diverse: ho dovuto fare piccoli discorsi in Kikuyu, altri in Kimeru, ed altri in Kijaluo.
Per me è stata dura come sempre, avendo avuto un cesareo che è finito 10 minuti prima della Messa ed altri pazienti subito dopo la funzione.
Tutti però abbiamo lavorato bene: Fratelli, Suore e Volontari si sono gettati in una gara di generosità per rendere la giornata un vero successo... e così è stato davvero.
La Messa di Professione è stata presieduta dal Vescovo di Meru, Mons Mugambi. Ci sono poi state delle danze tradizionali, in costumi d'epoca: anche i Fratelli (io compreso) si sono lasciati trasportare dal suono dei tamburi, e si sono buttati nella mischia del ballo.
Siamo riusciti a dare il pranzo a tutti coloro che avevano partecipato (circa 400 pasti), ed il tutto è avvenuto con ordine e senza incidenti.
Erano presenti molte Suore e Sacerdoti anche da Nairobi, Gatunga e Mukothima. Insomma, proprio una bella festa di famiglia.
A cena, insieme ai volontari abbiamo di nuovo ripetuto parte del nostro repertorio classico, da "Alba chiara" a "Io vagabondo" a "Pescatore". Pinuccia era la nostra chitarrista.
I volontari oggi avevano la nausea a forza di lavare piatti. Io invece mi sono ritrovato con gli arretrati della giornata ed in ospedale ho finito alle 23.30, sempre sperando che non ci sia un cesareo nel cuore della notte.
Richard, Elisha e Joel vi salutano e vi ringraziano.
Nella foto li vedete con Fr Lorenzo che li ha accompagnati nel cammino.

Ciao Beppe


JoelRichardElisha.JPG



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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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