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Un bimbo al mattino andava sulla spiaggia a ributtare le stelle marine che erano portate in secca dalle onde.

Quando qualcuno lo vide, gli disse che tale lavoro era completamente inutile, perchè egli non sarebbe mai riuscito a ributtare in mare tutte le migliaia di stelle, che si trovavano sul bagnasciuga.

Il bambino con calma guardò la stella che aveva ancora in mano, la buttò in acqua e poi rispose: "per questa stella sicuramente non è stato inutile".

Chiunque abbia voglia di aiutarci in questo intento, fosse anche per salvare una sola stella... non sarà stato invano. Grazie.

Nadia Monari - Infermiera volontaria


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Lettera del Superiore Generale, Fr. Giuseppe Meneghini


giovedì 30 aprile 2009

Festa grande

Sono le ore 10 del 30 aprile. Il cortile dei Buoni Figli gia’ pullula di fedeli. Moltissimi sono allievi delle scuole elementari e medie, altri sono dipendenti del Centro e dell’Ospedale, altri ancora sono semplici parrocchiani.
Il coro della parrocchia fa le ultime prove di canto. Oggi abbiamo scelto strumenti tradizionali: la kayamba ed i tamburi. Gli alunni perfezionano gli ultimi particolari per le danze.
Il sole e’ splendido, e cio’ ha fugato le nostre paure circa una Messa all’esterno durante la stagione delle piogge. Il celebrante e’ il nostro Viceparroco Father Kiruja, assistito da don Gemello.
Festa2.jpgLa funzione e’ calda e piena di colori: i Buoni Figli sono tutti in ghingeri, con dei kitenge sgargianti. Anche i malati, con le loro uniformi blu e verdi, partecipano a quel caleidoscopio che e’ stata la Messa di oggi.
Dopo la preghiera ci sono stati alcuni balli offerti dai ragazzi delle scuole, e quindi un piccolo rinfresco con tutte le persone che ci hanno onorato della loro presenza.

Non e’ mancato neppure il solito cesareo urgente durante la predica… ma Ogembo e’ stato bravo ed ha deciso di fare lui, in modo da lasciarmi godere la celebrazione.
Anche a tavola e’ stato un po’ diverso, non solo per i Fratelli e per le Suore, ma anche per i Buoni Figli e per gli ammalati… Oggi i pazienti hanno mangiato capretto della nostra fattoria, mentre noi ci siamo goduti la pasta al forno di Sr Lucy.
Per il resto e’ stata una giornata feriale, con tanti malati in ospedale. Marion, di cui vi ho raccontato martedi’ scorso, e’ riuscita a partorire il suo bimbo morto, senza ricorso alla chirurgia.
Credo che il modo migliore per celebrare San Giuseppe Cottolengo sia proprio di cercare di non mandare via nessuno senza offrirgli quanto desiderava ricevere da noi.

Fr. Beppe



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