Qualche bambino ancora piange quando passo e voglio prenderlo in braccio.. ricordo ancora quando avevo tre anni e venne a casa per la prima volta un amico di papa’ con la pelle nera.. che paura; me la ricordo ancora.. e come non capire questa gente che si vede piombare una .. con le cuffie alle orecchie, con la sigaretta in bocca..
I primi giorni mi guardavano come E.T., ma io lo facevo quasi apposta, perche’ mi dicevo: la gente capira’..
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Anche se non parlo le lingue locali mi faccio capire perfettamente..
E poi non c’e’ piu’ sordo di chi non vuol sentire...
Domenica vado via.. e non so se voglio tornare a casa. Non so piu’ qual e’ casa mia, qual e’ la mia vita: se questa o quella..
Una cosa e’ certa.. il solco indelebile tracciato da CHAARIA nel mio cuore, le emozioni che servo dentro di me… così gelosamente..
Gli occhi, gli sguardi di questa gente con la sofferenza impressa come una lettera scarlatta, la dignita’.. be’ ci sta da inchinare la testa e dire grazie a loro e al nostro amato Signore.
Ringrazio Dio d’ avermi risparmiato scene drammatiche di morti.. soprattutto di bambini: il mio cuore si sarebbe stracciato..
Le emozioni sono state tante... ed alcuni giorni ho dovuto metabolizzarle..
Natascia
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