venerdì 18 settembre 2009

Abigail Nkatha


Oggi e’ venuta a trovarci in ospedale perche’ sapeva che i suoi genitori adottivi di Roma non si sono dimenticati di lei. Si e’ presentata con il suo solito volto sbarazzino ed e’ entrata in ambulatorio senza bussare. Prima ancora di salutarmi mi ha fatto un lungo discorso in Inglese, per farmi notare i suoi grandi progressi scolastici: “Ora non parlo piu’ Kimeru, come i bambini piccoli o come le nonne vecchissime. Adesso parlo come te, e posso capirti anche quando dici delle cose difficili agli altri grandi”.
Non si e’ fermata piu’ di 2 minuti, perche’ Abigail e’ troppo vivace per rimanere a lungo nello stesso posto. E’ corsa via ridendo, portando in mano i soldi che erano arrivati dall’Italia per l’adozione.
Abigail e’ troppo piccola per rendersene conto, ma la sua mamma mi incarica di ringraziarvi di vero cuore; promette la sua preghiera, ed e’ commossa ogni volta che qualcuno da lontano si sacrifica per aiutare la sua bambina, pur non avendola mai vista.
A nome di Faith e di Abigail.


Fr Beppe



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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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