giovedì 24 settembre 2009

Da Brescia con tanta voglia di aiutarci


Ringraziamo di cuore i coniugi Monti, entrambi dentisti. La loro opera nello studio odontoiatrico sta portando molti frutti, in quanto, anche con le innegabili difficoltà che ogni cambiamento porta con sè, essi stanno cercando di insegnare a Mercy e a Eunice un modo più razionale di organizzare il lavoro, ed una attenzione più marcata alla sterilità, alla disinfezione e alla prevenzione di tutte le malattie comunicabili anche tramite l'azione del dentista.
Li ringraziamo poi per la pazienza con cui si adattano alla nostra mancanza di mezzi tecnici all'avanguardia. Vedete come la signora Monti non abbia che una lampadina per illuminare il suo campo operatorio... eppure, riesce a fare tutto quello che può con la nostra gente, e non si lamenta mai.
Cerchiamo di sfruttare la loro presenza anche per fare un'opera più marcata di prevenzione sulle scuole del circondario: chiamiamo i bambini dalla 5° elementare in su ed offriamo una visita odonto gratuita: anche la eventuale cura sarà completamente gratis. In tal modo si riescono a trovare carie piccolissime, che magari vengono trattare anche senza anestesia, e possono portare avanti la dentatura di quei piccoli per moltissimi anni.
Grazie, cari dentisti bresciani.

La comunità di Chaaria



MontiDentisti.jpg

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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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