sabato 26 settembre 2009

Orfana da ieri


Non so ancora come mi chiamero'. Oggi e' venuto il mio papa', ma era sconvolto per la morte della mamma ieri, e quasi non mi ha guardata. Capisco le lacrime del mio babbo: ha lasciato la moglie quando sono iniziate le doglie, e non l'ha piu' rivista.
Sapevo che tagliare il cordone e' dura per tutti, ma gli altri bambini hanno la loro mamma che li coccola; hanno un seno a cui attaccarsi. Io invece ho soltanto questa incubatrice calda e umida se vuoi, ma completamente fredda di affetti. Non ho una mamma.
Staro' a Chaaria per un po', finche' mio papa' avra' assorbito il colpo... e poi penso che andro' a casa e potro' conoscere i miei fratellini che sono ora orfani pure loro, quasi per colpa mia.
Vero che pregate per me. Sono una bambina piccola ed indifesa, ed al momento sono tanto triste.

Bimba senza nome


Orfana.jpg

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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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