lunedì 14 settembre 2009

Tradizioni contro cui lottare

Mi trovo davanti all’incubatrice osservando un neonato ustionato dalla testa ai piedi.
La mamma e’ vicina a me e piange: “Non vedi che non sta migliorando? Ora ha anche una diarrea verdastra!”
“Lo so, ma e’ essenziale che il bimbo rimanga qui in ospedale, perche’ ha bisogno del calore umido della macchina, degli antibiotici e delle flebo”.
“No, voi medici non potete capire. Questo bimbo non guarira’ mai, se non andiamo dal traditional doctor a fargli asportare i falsi-denti”.
“Ti prego di non farlo... i denti falsi non esistono, e se vai da quei fattucchieri, ti obbligheranno a pagare un sacco di soldi, e faranno del male al tuo bimbo. Useranno dei chiodi caldi e faranno dei buchi nelle gengive a livello dei canini. Il tuo bambino soffrira’ inutilmente, e non guarira’ certo dalla ustione grazie a questa tortura. Quel colore bianco che vedi sulle arcate dentarie, rappresenta solo la presenza delle gemme da cui i dentini si formeranno. Non c’e’ proprio nulla da togliere... senza quelle gemme, la dentizione sara’ alterata e tuo figlio potrebbe crescere con tutti i denti storti”.
Purtroppo e’ stato un dialogo tra sordi. La donna ha firmato la cartella e si e’ portato via un bimbo in condizioni veramente instabili. Sono quasi sicuro che morira’, forse non di tetano a causa del chiodo arrugginito che lo stregone usera’, ma possibilmente a motivo della disidratazione e dell’infezione.
Tra la nostra gente questa credenza e’ molto radicata. Spendono fior di quattrini per andare da qualche stregone, che non farà altro che rompere l’arcata gengivale e far sanguinare i bimbi. Pero’, siccome noi esseri umani siamo sempre molto influenzati dalla nostra psicologia, molte mamme poi tornano a dirci che il loro figlio e’ migliorato, dopo l’asportazione... purtroppo però quelle il cui figlio soccombe non le rivediamo piu’.
Altra pratica con cui spesso ci dobbiamo confrontare e’ quella del taglio dell’ugola in eta’ infantile. Quest’ultima tradizione mi sembra ancora piu’ truce e pericolosa, sia a motivo del sanguinamento che provoca, sia per il rischio che il moncone amputato vada a finire in gola ed inneschi delle crisi di soffocamento.
Eppure molta gente ci crede, e ritiene che, senza questa mutilazione, il loro pargoletto sara’ per sempre esposto a infezioni del tratto respiratorio.
E’ sempre impressionante, e mi fa venire un brivido sulla schiena ogni qualvolta, mentre visito un paziente a bocca aperta per scrutare le sue tonsille, mi rendo conto che ha  un palato piatto e senza ugola... quasi inconsciamente avverto uno strano dolore nel retrobocca, e provo tanta pena per il male che la persona di fronte a me deve aver sopportato, quando gli veniva asportata quella innocente parte del corpo... naturalmente senza alcuna anestesia.


Fr Beppe

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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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