La comunita’ europea ha sponsorizzato la sistemazione della strada che collega l’ospedale Cottolengo a Gatimbi nei pressi di Meru.
Non sara’ una strada asfaltata, ma in “maram” (cioe’ ricoperta da una sabbietta fine che comunque rende la strada molto liscia e che non si altera nella stagione delle piogge, in quanto lascia filtrare l’acqua delle precipitazioni).
Il progetto e’ in se’ bellissimo e certamente portera’ dei grossi vantaggi per noi nella stagione umida. Rendera’ anche piu’ agevole il percorso per tanti malati che ora arrivano all’ospedale gia’ sfasciati dalle buche e dalla polvere soffocante delle nostre vie di comunicazione.
Altra cosa bella e’ il fatto che la comunita’ europea ha sponsorizzato questo progetto come KKV (Kazi Kwa Vijana, in kiswahili: cioe’ lavoro per i giovani). In base a questo, non vengono usati macchinari pesanti per la costruzione, se non in alcune fasi in cui essi sono insostituibili. La maggior parte del lavoro e’ fatta a mano, con zappe, seghe e badili. Sono i giovani dei villaggi dove passa la strada ad essere impiegati, con una buona paga giornaliera. Si vedono quindi decine di persone, curve sotto il sole, a lavorare sodo con i loro attrezzi portati da casa.
Il problema per noi e’ nato quando abbiamo compreso che la strada doveva essere piu’ larga della attuale. Questo ha creato qualche problema al nostro Centro: si trattava infatti di rifare una consitente parte del recinto in rete metallica, e soprattutto di abbattere un gran numero di alberi, che putroppo correvano paralleli e vicinissimi alla linea di corrente che alimenta non solo l’ospedale, ma anche una vasta zona fino alla cittadina di Nkubu.
Oggi pero’ c’e’ stato uno sforzo concertato, ed organizzato alla perfezione da Sr Florence. Dopo accordi precedentemente intercorsi con i responsabili della compagnia elettrica statale, e approfittando che al giovedi’ non c’e’ elettricita’ a motivo del razionamento, la nostra Sorella e’ riuscita ad adunare un team eccezionale, composto da almeno dieci uomini della compagnia stessa e da un numero equivalente di manovali, presi in parte dalla nostra shamba ed in parte assoldati per la giornata.
Al mattino presto gli uomini dell’ Enel locale, hanno tolto il cavi elettrici e li hanno deposti al suolo, in modo da prevenire danni. Quindi i nostri operai, usando sia la motosega del centro, sia strumenti piu’ tradizionali, hanno tagliato almeno una trentina di abeti. E’ stato un lavoro di precisione, perche’ le piante dovevano cadere in modo preciso,al fine di non distruggere i chioschetti dei venditori, e non ferire i pazienti che andavano e venivano dall’ambulatorio.
Mentre noi continuavamo il nostro lavoro in sala e nei reparti, sentivamo il ruggire costante della motosega. Personalmente ero un po’ preoccupato che non si riuscisse a finire e che quindi la notte sarebbe trascorsa ancora con il solo supporto del generatore. Ma Sr Florence e’ stata un ottimo direttore d’orchestra, e per le ore 16 tutti gli alberi erano a terra, ed i cavi elettrici gia’ in posizione. Ci sono volute altre due ore, prima che la luce tornasse, a causa del razionalemto, ma tutto e’ andato per il meglio. Ora, anche nel tratto a fianco dell’ospedale la strada potra’ essere allargata e non ci saranno interferenze da parte nostra, in un progetto dalla innegabile valenza sociale sia per noi sia per tutta la gente che abita a Chaaria ed in vari villaggi ancora piu’ remoti, fino a Njuthine e Kiagu.
A nome di tutta la famiglia cottolenghina di Chaaria desidero esprimere la nostra riconoscenza a Sr Florence e a tutti gli uomini della shamba che oggi hanno lavorato a ritmi quasi disumani per non lasciare l’ospedale al buio durante la notte.
Fr Beppe
PS: Tutti noi di Chaaria ancora ringraziamo Anna Balsamo, fisioterapista di Cuneo, che oggi torna in Italia dopo il suo ottimo servizio tra i malati e gli handicappati del nostro Centro.
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