Questo e’ sempre stato un grande cruccio per me: far si’ che tutti i degenti di Chaaria possano vedere il dottore almeno una volta prima della dimissione. Sono cosciente che cio’ e’ possibile solo quando abbiamo dei volontari completamente dediti al reparto come lo e’ stato Pierantonio. Questo e’ anche quanto chiedo ai medici internisti che desiderano venire a Chaaria: il vostro compito principale deve essere quello del reparto. L’ambulatorio e’ molto complesso e comporta molti problemi non solo di conoscenza delle patologie tropicali, ma anche di comunicazione (kiswahili, kimeru).sabato 3 ottobre 2009
Pierantonio
Questo e’ sempre stato un grande cruccio per me: far si’ che tutti i degenti di Chaaria possano vedere il dottore almeno una volta prima della dimissione. Sono cosciente che cio’ e’ possibile solo quando abbiamo dei volontari completamente dediti al reparto come lo e’ stato Pierantonio. Questo e’ anche quanto chiedo ai medici internisti che desiderano venire a Chaaria: il vostro compito principale deve essere quello del reparto. L’ambulatorio e’ molto complesso e comporta molti problemi non solo di conoscenza delle patologie tropicali, ma anche di comunicazione (kiswahili, kimeru).Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.
Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.
Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.
Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.
Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.
E poi, andare dove?
Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.
Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.
Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.
Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.
Questo è quello che facciamo, ogni giorno.
Fratel Beppe Gaido
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