domenica 17 gennaio 2010

Chaaria International

Ed eccoli la’, i nostri eroi... arrivati in Kenya sfidando bufere di neve che hanno paralizzato gli aeroporti di mezza Europa.
E’ un gruppo davvero bello che mi fa pensare al celebre canto “we are the world”: da destra Luca, che e’ un biologo molecolare e viene da Siracusa, ma probabilmente lavorera’ a Londra; poi Armando specializzando in ginecologia a Losanna e residente in Svizzera, pur essendo italiano. Dopo Chaaria, Armando si rechera’ in Benin per sei mesi: il Cottolengo Mission Hospital e’ quindi per lui una importante tappa propedeutica all’Africa.
Anita, anche lei biologa molecolare, che ha studiato in Italia, ma e’ di nazionalita’ greca.
E quindi Claudia, che e’ una amica di fr Maurizio e viene dal Veneto.
Un bel miscuglio di varie provenienze, che ci fa sentire con orgoglio un piccolo “ombelico del mondo”.
Anita e Luca stanno imparando rapidamente le tecniche di laboratorio inerenti alla medicina e parassitologia tropicale (qui non possono fare ricerca sul DNA, come invece la loro specializzazione vorrebbe: ho chiesto loro di impegnarsi a fondo per scoprire almeno due vaccini... quello contro la malaria e quello contro l’HIV. Mi hanno promesso che ci proveranno! Parleranno anche con le zanzare, e tenteranno di convincerle a nutrirsi di frutta, invece che di sangue umano).
Armando non ha certo fatto fatica a trovare lavoro sia in sala operatoria che in ambulatorio. La ostetricia-ginecologia e’ infatti una specialita’ veramente prominente per Chaaria. E’ anche un bravo ecografista e cio’ lo rendo impegnato da mattino a sera: certo anche lui si deve misurare con la carenza di farmaci e di strutture, rispetto alle rinomate universita’ svizzere!
Claudia ha trovato pane per i suoi denti, ed insieme a Pinuccia, si occupa dei pazienti piu’ gravi e non autosufficienti nel nostro “general ward”: ha solo un piccolo difetto... non riesce ancora a darmi del tu.
Anche a Loro diciamo grazie per tutto l’aiuto che ci stanno offrendo.
Oggi sono andati alla foresta di Mukululu per una giornata di riposo.


Fr Beppe

LucaArmandoAnitaClaudia.JPG

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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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