“La competenza professionale e’ il primo obbligo morale del medico, poiché egli promette implicitamente al malato di essere capace e di desiderare di guarirlo o almeno di curarlo; ed il malato si attende implicitamente che il medico abbia questa competenza e questa volontà. Se il medico non e’ competente, la sua relazione con il malato comincia con una menzogna; l’atto medico perde la sua autenticità, ed il comportamento del medico e’ peggiore di quello di un ciarlatano. Quest’ultimo infatti non pretende di seguire metodi scientifici, mentre il medico incompetente ammanta la sua ignoranza di scientificità…lunedì 15 febbraio 2010
La competenza, un dovere morale
“La competenza professionale e’ il primo obbligo morale del medico, poiché egli promette implicitamente al malato di essere capace e di desiderare di guarirlo o almeno di curarlo; ed il malato si attende implicitamente che il medico abbia questa competenza e questa volontà. Se il medico non e’ competente, la sua relazione con il malato comincia con una menzogna; l’atto medico perde la sua autenticità, ed il comportamento del medico e’ peggiore di quello di un ciarlatano. Quest’ultimo infatti non pretende di seguire metodi scientifici, mentre il medico incompetente ammanta la sua ignoranza di scientificità…Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.
Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.
Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.
Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.
Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.
E poi, andare dove?
Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.
Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.
Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.
Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.
Questo è quello che facciamo, ogni giorno.
Fratel Beppe Gaido

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