martedì 9 marzo 2010

Il grande esodo

Anche oggi siamo un po’ tristi perche’ tanti amici ci lasciano dopo periodi piu’ o meno lunghi di ottimo servizio presso la nostra missione.
1)  Salutiamo Claudia, che ha prestato il suo encomiabile servizio di infermiera per due mesi consecutivi, dedicandosi con perseveranza ai piu’ gravi.
2)  Ringraziamo Peter e Mary di Francoforte (Germania): ci hanno donato un mese intero della loro vita, permettendoci tantissimi interventi di tipo ginecologico. Ci hanno anche donato una nuova lampada scialitica per la sala parto. Personalmente li ringrazio per l’amicizia sincera che ci lega. Peter, settantenne pimpante, e’ il decano di tutti i volontari.
3)  Salutiamo Rinaldo (Chirurgo), Rita (endoscopista digestiva), Ignazia (infermiera per l’endoscopia), Antonella (per i Buoni Figli e per gli orfani di Sr Oliva), Angela (per i Buoni Figli e per gli orfani), Dolores (che si e’ divisa tra Buoni Figli, orfani e cucina, viziandoci per piu’ di un mese con cibi veramente succulenti). Sono tutti membri del gruppo dei volontari sardi di Luciano Cara. Li ringraziamo per il grande lavoro da loro portato avanti, ed anche per le generosissime offerte.
4)  Ringraziamo Silvia (infermiera di Pinerolo) ed Ezio (umile e preziosissimo inserviente dei nostri malati): anche loro si sono totalmente dedicati al servizio dei piu’ gravi nei reparti dell’ospedale.
5)  Salutiamo anche Annita e Luca (biologi), che hanno prolungato la loro permanenza in Kenya per una esperienza presso una comunita’ rurale dale parti del Lago Vittoria, a seguito del tempo trascorso a Chaaria. Anch’essi torneranno in Europa durante questa settimana. Li ringraziamo per il lavoro fatto qui con noi prima, e presso l’altra realta’ missionaria dopo. Personalmente li ringrazio moltissimo anche per i dati che essi sono riusciti a raccogliere sia sulla malaria (gia’ apparsi sul blog una decina di giorni or sono) che sulla TBC (non ancora apparsi sul blog).

Venerdi’ ci sara’ anche un altro esodo molto doloroso per Chaaria: ci lascera’ Sr Oliva, la quale e’ stata trasferita a Tuuru dai suoi Superiori. Le siamo molto vicini, perche’ un trasferimento alla sua eta’ e’ certamente durissimo da accettare e da mettere in pratica. Ma lei, ancora una volta, ci ha dato un esempio veramente impressionante: ha le lacrime agli occhi, ma continua a ripeterci che “bisogna sempre fare la volonta’ di Dio”.
Sr Oliva ha un posto speciale nel cuore di tanti volontari e siamo sicuri che molti pregheranno per lei. Lascia un grande vuoto, sia nel servizio degli orfani che nella cura pastorale dei malati in ospedale.

Fr Beppe
  

UN DOVEROSO RINGRAZIAMENTO A CHI STA DIETRO LE QUINTE 
Oltre ai Benefattori ed alle Associazioni citate nella organizzazione del container, gli altri diretti protagonisti dell'impresa sono stati Alberto Nardini - Chirurgo di La Spezia che ha consigliato e seguito personalmente l'acquisto del lettino operatorio. E poi i nostri amici Odontoiatri Enrico e Beppe, i quali hanno lavorato sodo per la sala dentisti e per l'acquisto del materiale odontoiatrico. 
Tutti e tre hanno permesso che il denaro raccolto venisse speso nel migliore dei modi e senza sprechi. Non possiamo che ringraziarli per la loro disponibilità. 
 
La comunita' di Chaaria

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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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