sabato 3 aprile 2010

Ecco il team chirurgico

… Approfittando di una gita a Meru, per poter aprire la mail al cyberpoint, inviamo la foto della nostra squadra chirurgica di Catania, che anche oggi ha agito con pontezza estrema e competenza, ed ha certamente salvato la vita di Makena Munyua di Mukothima, la quale aveva una pelviperitonite da aborto settico alcune settimane precedentemente.
Siamo riusciti a fare il raschiamento uterino e la laparatomia in tempi veramente ottimi: dall’ecografia diagnostica all’inizio della RCU sono infatti passati appena 10 minuti; mentre dalla RCU all’apertura dell’addome non e’ trascors piu’ di un quarto d’ora.
Cogliamo questa occasione anche per ringraziare le loro famiglie, che fanno il sacrificio di non averli a casa per le festivita’ pasquali.
Auguriamo ogni bene anche a Vincenzo, il loro primario e capogruppo, che non ha potuto seguirli a Chaaria per un delicato ed inaspettato intervento cardiochirurgico.
Sappiamo pero’, pur con i nostri mezzi di comunicazione molto limitati, che Vincenzo sta recuperando molto bene dopo le sei ore di operazione a cuore aperto.
Vincenzo e’ qui presente continuamente, soprattutto nei discorsi dei suoi colleghi, che rimpiangono la sua assenza particolarmente durante gli interventi piu’ difficili.
Da parte nostra continuiamo a pregare per lui, e speriamo di averlo con noi a Chaaria per un’altra missione chirurgica molto, molto presto.
A tutti i lettori del blog ancora ripetiamo i nostri auguri sinceri per una Pasqua serena e gioiosa.


PS: molti si chiedono come facciamo a tenere aggiornato il blog senza connessione internet. Spesso inviamo i post da Meru, facendo viaggiare la pendrive tramite un matatu ed affidando all’operatore il compito di spedire per noi. Altre volte sono i volontari ad inviarci i post dal cyberpoint, ogniqualvolta vi si recano per consultare la loro posta elettronica. Quando nessuno puo’ recarsi a Meru (perche’ per esempio piove a dirotto!) usiamo una connessione modem tramite i telefonini safaricom, ma in questo caso normalmente non riusciamo a spedire foto.

Fr Beppe Gaido


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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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