Anche questa notte ho dovuto correre a causa di pazienti gravi, alcuni dei quali ora la Pasqua la celebrano già in Paradiso.
A mezzanotte, subito dopo la Veglia in parrocchia, un cesareo urgente mi ha impedito di andare a riposare. Abbiamo donato a Elosy, la sua figlioletta primogenita... ha detto che la chiamera’ Pasqualina, per ringraziare Gesu’ di averle donato un figlio proprio nell’ora della sua resurrezione. Per questo cesareo abbiamo deciso di “risparmiare” i chirurghi italiani, i quali si sarebbero dovuti alzare alle 4.30 per andare al Parco Nazionale del Samburu.
Invece Esther non ce l’ha fatta. Nessuno sa con esattezza cosa le sia successo. Era a casa e stava facendo le sue cose normalmente, quando, all’improvviso, ha detto ai suoi che stava morendo. E’ piombata a terra come un sacco ed e’ stata portata in ospedale ormai senza vita. Probabilmente si e’ trattato di una embolia polmonare: aveva infatti una gamba gonfia dopo una caduta una settimana or sono. Le scene di disperazione dei familiari sono state tremende ed hanno caratterizzato ed intristito la maggior parte della nostra domenica di Pasqua. Esther lascia un marito affranto e tre figli piccoli.
Non sono mancati neanche i casi di violenza da machete: infatti purtroppo Pasqua vuol spesso dire anche ubriachezza e violenza inutile per motivi futili.
Ciao. Celebriamo insieme ed annunziamo con la vita che Gesù è risorto. Grazie a tutti quelli che non si dimenticano di noi.
Fr Beppe
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