giovedì 15 aprile 2010

Mwiti

E’ un idrocefalo grave, anche affetto da spina bifida. E’ paraplegico, incontinente per urina e feci, ed ha un uso limitato delle mani. Riesce comunque a mangiare da solo.
E’ capace di una articolazione di pensiero elementare ma coerente. Riesce anche a comunicare in Kimeru.
Ha circa 13 anni, ed e’ ricoverato al Cottolengo Centre di Chaaria da circa 5 anni.
La sua famiglia purtroppo lo ha abbandonato e non viene mai a trovarlo.
Gli piace la musica e non disdegna di guardare la televisione.

Fr Beppe Gaido

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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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