martedì 6 aprile 2010

Ringraziamo...

La nostra riconoscenza e’ grande verso l’Associazione Volontari Mission Cottolengo, verso l’A.P.A. e verso tutte le persone che hanno generosamente contribuito all’acquisto delle nuove sedie odontoiatriche che vedete nella foto. Ringraziamo i nostri benefattori anche per il dono dei due nuovi e potenti aspiratori per la sala dentistica (anch’essi visibili in foto).
Ancora non abbiamo installato le nuove luci scialitiche, per il cui assemblamento attendiamo un tecnico italiano.
Il gabinetto odontoiatrico di Chaaria diventa sempre piu’ bello, ed il nostro ringraziamento va a tutte le persone che ci hanno lavorato alacremente: Dio benedica e ricompensi Fr Lorenzo per il grande impegno di coordinamento dei lavori; un ringraziamento infinito al dott Postini e al dott Farnese per le consulenze tecniche sempre donateci con pazienza e competenza, e per aver selezionato per noi “quantita’ industriali” di materiale utilissimo per la nostra attivita’ odonto; la nostra riconoscenza va poi a Fr Giuseppe Meneghini, nostro Superiore, e a Lino Marchisio, presidente della Associazione, per averci incoraggiati sempre, e per averci aiutati ad appianare molte difficolta’ nella realizzazione del progetto. Nella foto vedete anche Mercy, la nostra dentista, e Marietta, la nostra assistente alla poltrona: anch’esse convogliano ai benefattori la gioia di tutte le persone che riceveranno un miglior servizio nel nostro studio sempre piu’ moderno.
Dio benedica e ricompensi tutti i nostri benefattori. Sicuramente ho dimenticato di citare per nome molte persone che hanno contribuito al progetto, ma il Signore certo le ha ben presenti e sapra’ come ricompensarle.

Sala dentistica


Fr Beppe a nome di Fratelli e Suore di Chaaria 

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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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