Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


lunedì 31 gennaio 2011

Le ruspe umane

Le ruspe a due braccia sono entrate in azione stamattina alle 8, ed in serata abbiamo gia’ visto un notevolissimo scavo per le fondamenta della sala operatoria.
E’ il mese piu’ caldo dell’anno ed e’ senz’altro durissimo per loro fare questo lavoro a cui sono obbligati dalla poverta’.
“Chi ben inizia, e’ a meta’ dell’opera”: speriamo che tutto continui liscio come e’ andato oggi.

La comunita’ di Chaaria




1 commento:

Valeh ha detto...

so cosa vuol dire SCAVARE LE FONDAMENTA... arsura, polvere, vesciche schiena rotta.. io l'ho fatto ad agosto in Romania... però che soddisfazione veder "crescere i muri" dalle proprie mani!

Guarda il video....