Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


mercoledì 2 febbraio 2011

Emergency termina la sua missione

Dopo 3 giorni di intenso lavoro a Chaaria, Stefano ed Eleonora ci hanno lasciati oggi pomeriggio alle 15. Dopo Chaaria vanno ora Oldonyro, per altri 3 giorni di screening.
Hanno visitato al Cottolengo Mission Hospital circa 40 pazienti, ed hanno identificato 4 casi con sicura indicazione chirurgica, ed un caso con indicazione all'intervento dopo che sarà stata trattata una tubercolosi in atto.
Molti pazienti sono stati scartati perchè troppo gravi... arrivati cioè alla diagnosi quando il cuore è ormai completamente sfiancato. E' il caso di tutte quelle cardiomiopatie dilatative in cui l'insufficienza mitralica c'è, ma non c'è più riserva clinica nel paziente per poter superare l'operazione.
Una piccola bambina di Laare, con una stenosi mitralica serrata, trombo in atrio e fumo ecografico atriale, prolasso interatriale da ipertensione nell'atrio sinistro, è già stata ricoverata da noi per scoagulazione con coumadin, nella speranza di poterla far partire a fine febbraio... " se no, all'operazione non ci arriva di sicuro..." ha detto Stefano.
Io ringrazio comunque moltissimo Stefano per aver accettato di visitare per me anche tutti i pazienti cardiopatici dove già sapevamo che non ci sarebbe stata possibilità chirurgica. E' stato bello sentire Stefano dire: "mica dobbiamo aiutare solo quelli che vanno in sala... spero che abbiamo fatto qualcosa anche con le terapie mediche prescritte!"
Ed in effetti il mio grandissimo ringraziamento a Stefano si estende anche a tutte le indicazioni terapeutiche che mi ha suggerito per i malati gravissimi.
Cinque casi chirurgici su quaranta visite supera comunque ancora il 10%. Per alcuni poi l'intervento non è stato proposto per ragioni cliniche concomitanti: è stato il caso di una tetralogia di Fallot in sindrome di Down; o il caso di una stenosi mitralica in insufficienza epatica.
Ringrazio di cuore Eleonora per aver coordinato il lavoro in modo eccellente; per averci dato nuove linee guida per selezionare i pazienti sempre meglio, e per averci assicurato che Emergency desidera continuare a lavorare con noi. E' stato bello sentirla dire che oggi possiamo ormai pensarci come un team, e che il lavoro in futuro non potrà che essere migliore sia grazie alla competenza di Pierantonio, sia anche grazie ad un miglioramento nella raccolta dati che abbiamo messo in atto con la nostra segretaria.
Concludo lasciandovi il saluto di entrambi. Stefano ha detto che lavorare a Chaaria per la seconda volta gli ha fatto toccare con mano e rivivere quell'ideale di medicina che si incentra sul mettersi a disposizione dell'altro... e non solo sul difendersi dietro ad uno scudo di tecnologia dalle querele dei pazienti.
Eleonora ha detto: "ci rivediamo a novembre... Insh Allah"
Grazie ad entrambi... e ad Emergency, che ha accettato di lavorare con una formica come Chaaria.

Fr Beppe Gaido 

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