Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


lunedì 14 marzo 2011

Il pienone

Oggi abbiamo riaccolto Mercy dopo due settimane di licenza maternita', consumata a piccoli sorsi per non lasciarci sguarniti.
E' stato un vero assalto: ci sono stati 41 pazienti odontoiatrici, ma ci siamo organizzati bene. Anche io ho aiutato per la parte delle estrazioni... e per le 17.30 tutti i "mal di denti" erano stati risolti.
Ancora ringrazio gli odontoiatri che ci hanno or ora lasciati e che hanno potenziato ulteriormente il nostro gabinetto odonto, ed insieme mi complimento con Mercy per la innegabile capacita' organizzativa del lavoro... coadiuvata in questo anche dalla sempre piu' brava Eunice.

Fr Beppe


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