domenica 6 marzo 2011

Mwendwa

E’ una delle tante bimbe che con la loro innocenza esprimono la riconoscenza a chi dal’Italia si e’ preso cura di loro.
Che Dio benedica i nostri benefattori.

Fr Beppe Gaido

1 commento:

Anonimo ha detto...

da quando conosco questo blog non posso fare a meno ogni tanto di visitarlo..mi fa stare bene leggere le vostre storie e mi piacerebbe abbracciare questi piccoli ....fate un enorme lavoro siete meravigliosi ,,e cio' che fate è bellissimo!Daniela


Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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