Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


sabato 26 marzo 2011

Una Via Crucis per i nostri giorni

GESU’ MUORE IN CROCE PER LA NOSTRA SALVEZZA

CONTESTO BIBLICO:
“Dopo ore di agonia sul legno della croce, Gesu’ grida a gran voce: ‘Mio Dio, mio Dio, perche’ mi hai abbandonato!’ E quindi, chinato il capo, spiro’”

ATTUALIZZAZIONE
La morte di un “povero Cristo” e’ esperienza quotidiana a Chaaria, ma a volte quel povero Cristo e’ legato a te emotivamente ed allora e’ tutto piu’ duro da accettare.
Oggi e’ andato in Paradiso David Mbaabu, che alcuni di voi conoscevano ed hanno aiutato economicamente. E’ mancato in un letto del nostro ospedale a Chaaria.
David era fratello della nostra Sr Cecilia, e lascia una moglie stupenda e coraggiosa, e tre figli piccoli. A tutti loro le nostre piu’ sentite condoglianze.
Ancora una volta siamo davanti ad un mistero che non possiamo comprendere e che non vogliamo neppure tentare di spiegare.
Lo dobbiamo solo accettare nella fede.
La moglie di David e’ al momento a scuola di catering (scuola alberghiera): una decisione coraggiosa che lei aveva preso subito dopo la notizia che il male di suo marito era incurabile. Purity (questo e’ il suo nome) ha compreso che avrebbe dovuto trovare un lavoro dopo la morte del consorte, ed ha preso la vita “di punta”. E’ una donna eccezionale: sempre sorridente e forte... un vero esempio anche per noi religiosi borbottoni.
Il Calvario di David e’ durato quasi due anni.
Il suo braccio destro aveva iniziato a gonfiare in prossimita’ del gomito, senza storia di trauma.
La sua famiglia ha tentato di tutto. David e’ andato al Kenyatta National Hospital, dove gli era stata fatta diagnosi istologica di sarcoma. Aveva fatto prima radio e poi chemioterapia, ma il tumore non ha risposto a nulla: e’ diventato sempre piu’ enorme e mostruoso (ci sono foto dell’arto di David nell’album fotografico del blog).
A David era stata proposta piu’ volte l’amputazione, almeno al fine di tentare di prevenire metastasi a distanza. Ma lui rifiutava... e lo possiamo davvero comprendere! Era padre di tre figli. Essere privato del braccio destro lo avrebbe reso un handicappato, incapace di provvedere ai suoi pargoli.
Ma e’ stato il dolore lancinante che alla fine ha convinto David all’intervento demolitore. Non trovava sollievo con alcun farmaco.
Purtroppo quando si e’ deciso a farsi amputare, era gia’ troppo tardi: avevamo infatti ormai documentato metastasi ai polmoni ed al fegato. Inoltre la massa dal gomito era risalita fino all’ascella, per cui sia Jesse che il sottoscritto non ci siamo sentiti di fare l’intervento. E’ stato un ortopedico del Kenyatta National Hospital che lo ha operato per noi nell’ospedale di Kiirwa dove e’ rimasto per soli due giorni prima di rientrare da noi a Chaaria: il braccio destro di David era stato disarticolato alla radice (anche di questa fase del suo Calvario abbiamo foto sull’album del blog).
Pure il costoso intervento nell’ospedale sopra citato, come tutte le terapie ospedaliere eseguite a Chaaria sono state completamente pagate da alcuni Buoni Samaritani, i cui nomi sono “scritti nel cielo”, e che quindi non ritengo necessario citare.
Anche la scuola di Purity viene pagata da alcuni lettori del blog, che ringraziamo nella preghiera.
“Dio non dimentica nulla di quanto a lui fate nella persona dei suoi poveri”, diceva San Giuseppe Cottolengo.
Il Calvario di David e’ terminato, ma quello della moglie e dei figli e’ appena all’inizio.
Preghiamo quindi per l’anima di David, ma ricordiamo anche la croce di chi resta.

PREGHIERA
“Signore, ti ringraziamo perche’ ci hai concesso di accompagnare David negli ultimi mesi della sua vita. Ti ringraziamo per tutte le volte che siamo riusciti ad alleviare il suo lancinante dolore fisico, ed in parte anche quello psicologico.
Ti preghiamo di benedire la vedova nel suo sforzo di formazione professionale, e di aiutarla poi a trovare un lavoro che le conceda di sfamare i suoi bambini.
Signore, ti chiediamo che anche per Purity possano ancora esserci delle opportunita’ di felicita’ nel futuro, perche’ certamente se lo merita.
David e’ morto con te sulla croce; sussurra anche a lui quello che hai detto al buon ladrone: “oggi sarai con me in Paradiso”.
La moglie ed i bambini stanno ancora salendo sul Golgota: dona loro tanta forza e coraggio... e ricompensali con il “centuplo”, nei tempi e nei modi che solo Tu sai.”

Fr Beppe

1 commento:

Anonimo ha detto...

Mr and Mrs Samwel Muruja and Family express their sincere gratitude to the Cottolengo community for the assistance offered to the late Mr David Mbaabu and family, both for spiritual and material support during his life. May the Almighty God shower his blessings upon you. We shall always remember you in our daily prayers.

From the family

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