Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


venerdì 20 maggio 2011

Autoritratto di un vignettista

Grazie di cuore Massimo,
per le caricature che hanno allietato il blog in questo periodo. Grazie per la tua simpatia, per il tuo lavoro in reparto e per lo splendido servizio pittorico che ci ha regalato momenti di relax. Il tuo autoritratto e' bellissimo ed e' ancora appeso in reparto, dove restera' molto a lungo. Tutti i tuoi colleghi kenyani ti chiamano genio della pittura.
Un saluto ed un abbraccio da parte di tutti gli infermieri che con te hanno lavorato.
Ti dedico la frase di De Andre' che tu stesso hai dedicato a noi:
"Dai diamati non nasce niente,
dal letame nascono i fiori"

Grazie per essere stato per noi e con noi questo humus che ha fatto nascere tanti fiori di semplicita' e di servizio.

Fr Beppe Gaido

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