Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


giovedì 16 giugno 2011

Anche oggi è quasi mezzanotte

Carissimi amici del blog,
oggi avrei voluto scrivervi tantissime cose ma mi ritrovi qui davanti al portatile del tutto stremato dopo la solita giornata tremenda, iniziata all'una della notte scorsa con un'emergenza e finita alcuni minuti fa con il quinto cesareo della giornata.
Nessuno poi sa a che ora ci sara' la prossima chiamata!
Questo ve lo dico solo perche' ho la testa un po' confusa e le cose che volevo dirvi stasera magari ve le esprimo meglio domani.
Desidero pero' comunicarvi che oggi sono passate a trovarmi Pamela e Sharon, stracciate come al solito, dal momento che la loro mamma qualche rotella fuori posto purtroppo ce l'ha, ma serene ed in carne... le vedete nella foto.
Anche oggi ho ripetuto il test HIV a Pamela che e' assolutamente negativa, per cui cerchiamo di archiviare quello che le e' successo. Lei sembra aver recuperato bene anche psicologicamente dopo il tremendo colpo emotivo dello stupro.
Continuiamo a supportare la sua mamma a cui compriamo i viveri ed a cui paghiamo l'affitto.
Anche a nome di Pamela e Sharon un grazie sincero ai genitori adottivi italiani.

Fr Beppe Gaido


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