Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.
Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.
Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.
Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.
Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.
E poi, andare dove?
Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.
Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.
Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.
Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.
Questo è quello che facciamo, ogni giorno.

Fratel Beppe Gaido

giovedì 21 luglio 2011

Gli sposini



Eccoli qua, finalmente a Chaaria!
Grazie di cuore per aver scelto di passare con noi parte della vostra luna di miele.
E’ un onore grande ed un segno che certamente abbiamo un posto importante nel vostro cuore e nella vostra vita.
So che abbiamo anche un posto importantissimo nel sangue di Alex... soprattutto perche’ tutte le volte che mette piede a Chaaria (inclusa questa!), lo salassiamo a dovere per i nostri pazienti bisognosi di trasfusione.
Sono pochi giorni, ma sono i giorni piu’ belli della loro vita matrimoniale, ed il fatto che siano qui e’ davvero molto significativo per noi.
Alex inoltre, con la sua presenza ha permesso a Mercy di attaccare tre giorni liberi al week end, aiutandola a farsi pian piano le ferie.
Elisa sta dando man forte al nostro scarno personale infermieristico, soprattutto per le piaghe da decubito e per il “nursing” dei pazienti piu’ gravi e non autosufficienti.
“Chi ben inizia e’ a meta’ dell’opera”, dice il proverbio.
Auguri belli per tutto cio’ che la vita insieme vi riservera’, e grazie di questo bell’inizio.

Fr Beppe, Fr Giancarlo, fr Roberto Trappa, fr Joseph Muchiri, fr Robert Maina, Fr Simon Githiora


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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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