Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


sabato 30 luglio 2011

Notiziario flash

E' iniziata la distribuzione di cibo in piu' dell'80% della Nazione, che sono stati colpiti duramente dalla siccita'. Gli organi ufficiali parlano della piu' grave crisi alimentare da decenni a questa parte, per Kenya, Etiopia, Somalia e Djibouti.
Ufficialmente sono 3 milioni e mezzo le persone a rischio di morire di fame in Kenya. Si devono poi aggiungere altri 2.4 milioni di persone che necessitano comunque di aiuti alimentari pur non essendo a rischio diretto di morte. A questi numeri si devono ancora aggiungere i profughi dalla Somalia che stanno arrivando giornalmente al campo profughi di Dadaab nella Contea di Garissa. Le stime ufficiali del governo parlano di 15.000 nuovi profughi somali ogni mese.

Fr Beppe Gaido

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