Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.
Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.
Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.
Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.
Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.
E poi, andare dove?
Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.
Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.
Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.
Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.
Questo è quello che facciamo, ogni giorno.

Fratel Beppe Gaido

lunedì 25 luglio 2011

Progetto Perle Nere - Adriano Kimani




Nome: Adriano Kimani
Data di nascita: 1965 ca.
Tipo di disabilità: disabilità mentale medio-lieve.
Data di accoglienza al centro: 12/02/1974
Rapporti con la famiglia: orfano abbandonato, non ha nessun famigliare.
Cenni biografici: Kimani è stato trovato abbandonato in uno slum di Nairobi. Molti si sono attivati per la ricerca prima dei famigliari (pubblicando anche la sua foto suoi giornali nazionali), in un secondo momento per un’adozione ed infine per l’inserimento in una struttura per disabili mentali. Accolto nel 1974 nel Cottolengo di Tuuru, nel 1985 è stato trasferito al Cottolengo di Chaaria.
Note particolari: Kimani è una “colonna” della nostra missione. Pur avendo una disabilità mentale comprende e parla: kimero, kiswaili, inglese ed italiano. Conosciuto ed amato da tutti i volontari che passano da Chaaria, si rende utile in tanti piccoli ma preziosi servizi: dal pelare le patate in cucina al trasporto della legna per la stufa. Il suo carattere solare lo rende simpatico a tutti quelli che incontra. Non potremmo pensare Chaaria senza la sua preziosa presenza.

Adriano Kimani

Adottato da: Teresa Carmela Floris


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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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