Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


venerdì 12 agosto 2011

Progetto Perle nere - Boniface Mutai


Nome: Boniface Mutai 
Data di nascita: 20/05/1989 
Tipo di disabilità: gravissima disabilità mentale e grave disabilità fisica 
Data di accoglienza al centro: maggio 2002 
Rapporti con la famiglia: Boniface ha solo una nonna, molto anziana e povera che e’ materialmente impossibilitata a tenere i contatti con lui o a fargli visita. 
Cenni biografici: nato normodotato, dopo due mesi di vita ha contratto una grave forma di meningite che è la causa della sua gravissima disabilità. Alla morte del padre, la madre ha abbandonato Boniface alle cure della nonna parterna, che si e’ vista costretta a cercare una struttura di accoglienza adatta per Boniface. 
Note particolari: la sua gravissima disabilità rende molto difficile la comunicazione. Boniface e’ sicuramente una delle “perle” più preziose, se usiamo il linguaggio cottolenghino, proprio per il suo stato psico-fisico. Saltuariamente riceve la visita di un’assistente sociale di Meru, che si e’ interessata al suo caso. 

Adottato da: Dolores Putzu 


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