Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


lunedì 10 ottobre 2011

Piccolo organigramma

Mi e' stato chiesto di indicare il personale sanitario a Chaaria. 
Lo scrivo in modo molto semplice. Siamo in tre medici. I clinical officer sono tre. Gli infermieri sono diciotto per tutto l'ospedale, anche se l'organico ideale ne postulerebbe venticinque. 
Abbiamo due anestesisti, due fisioterapisti, un farmacista e quattro laboratoristi. Abbiamo una dentista. Inoltre abbiamo una tecnica di sala operatoria che lavora come strumentista.
Considerando che abbiamo una media di 300 clienti al giorno in ambulatorio; una capacita' di centosessanta posti letto (sempre pieni); un pronto soccorso aperto ventiquattro ore al giorno, ed una maternita' molto attiva e congestionata... non mi pare proprio di avere un eccesso di personale. 

Fr Beppe

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