Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


mercoledì 26 ottobre 2011

Un articolo su "Karibu Africa"... e su di noi

In data 23 settembre 2011, il giornale SARDEGNA 24, ha pubblicato un articolo di Carlotta Comparetti sulla continua e crescente collaborazione tra il gruppo sardo "Karibu Africa" e la Missione di Chaaria (sardegna@sardegna24.net). 
L'articolo ha dato ampia risonanza alle ultime attivita' di raccolta fondi del gruppo coordinato dal Dr Luciano Cara, ed ha anche dato visibilita' all'opera del Cottolengo a Chaaria. 
Da parte nostra ancora un grandissimo GRAZIE a Luciano ed a tutti gli amici sardi che ci hanno sostenuto e continuano ad aiutarci con un impegno direi via via crescente. 
Anche noi, con Luciano Cara, possiamo ripetere che insieme "ci sentiamo a casa". 
Anche ora abbiamo a Chaaria un gruppo nutrito di "amici sardi", costituito da una ginecologa, due anestesiste, una infettivologa e due volontarie per i Buoni Figli. 
Grazie sinceramente di tutto. 

Fr Beppe Gaido 


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