Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


mercoledì 16 novembre 2011

Chirurgia... e molto altro

In questo periodo Chaaria ha avuto la fortuna della presenza anche di Alessandra, chirurga generale che ci ha permesso un ventaglio molto largo di interventi chirurgici, a parte quelli prettamente ortopedici programmati da Luciano.
Nella foto per esempio vedete un’operazione per ernia ombelicale incarcerata in una bambina di 11 mesi.
E’ stata un’ operazione coraggiosa sia dal punto di vista chirurgico che anestesiologico, dal momento che il paziente, di soli 11 mesi, era in condizioni generali precarie, con disidratazione severa e con un peso corporeo di appena quattro chili e mezzo.
La presenza di Marina, gastroenterologa e capostipite dell’endocopia a Chaaria, ci ha permesso un numero elevato di endoscopie ed un ulteriore miglioramento nel campo delle nostre abilita’ diagnostiche... ed anche nel delicato compito di manutenzione di strumenti tanto delicati quanto costosi. Marina ha anche permesso ai pazienti di avere un tempo di attesa decisamente ridotto rispetto ai tempi in cui ci sono solo io a fare tutto: in quei peridi una persona digiuna per la gastro puo’ attendere anche dal mattino alle 9 fino al pomeriggio alle 3, semplicemente perche’ sono impegnato.
Nietta lavora come internista nel reparto, e la sua presenza assicura una assistenza quotidiana ai nostri pazienti. Grazie alla sua presenza, il dott Antonio ha potuto staccare qualche giorno.
Francesca, moglie di Luciano, lavora a tempo pieno presso i Buoni Figli e collabora attivamente sia nel preparare le schede per il “progetto Perle Nere”, sia nella nuova gestione dei nostri orfani.
Pino invece e’ incaricato di manutenzione e si impegna da mane a sera ad aggiustare quello che noi, con buona lena, rompiamo ogni giorno. Egli si sta inoltre occupando della sistemazione in appositi magazzini di tutto il materiale arrivato con il container.
Francesca, la giovanissima del gruppo, e’ l’unica a provenire dal “continente”, invece che dalla Sardegna. E’ una ostetrica di Milano che si e’ pienamente integrata nel dipartimento di maternita’ ed ostetricia, grazie alla perfetta conoscenza della lingua inglese.
Ecco quindi il nostro team di volontari italiani a Chaaria. La complessita’ delle loro competenze ancora sottolinea il ruolo centrale svolto dai volontari nella vita della Missione.
Riguardo alle bandiere, quella centrale rappresenta naturalmente il Paese che ci ospita... ma poi penso che sara’ opportuno ricorrere ad una rastrelliera ben piu’ lunga di quella esistente, se si pensa al grande contributo apportato anche dai volontari stranieri.

Fr Beppe


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