Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.
Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.
Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.
Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.
Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.
E poi, andare dove?
Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.
Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.
Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.
Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.
Questo è quello che facciamo, ogni giorno.

Fratel Beppe Gaido

martedì 22 novembre 2011

Wendi Karimi

Mentre ringraziamo di cuore i donatori che generosamente sostengono questa bambina e la sua famiglia, desideriamo informare i nostri sponsor che Wendi sta bene e continua la sua scuola... oggi tra l’altro, nel sistema scolastico locale, e’ l’ultimo giorno di frequenza, prima delle lunghe vacanze che si concluderanno dopo Natale. 
Wendi da quest’anno e’ stata iscritta alla “St Andrew’s Primary School”, gestita dalla parrocchia di Chaaria, in quanto e’ un’istituzione migliore, che offre piu’ garanzie di apprendimento e di buona educazione, rispetto alle scuole pubbliche. Ha finito la seconda elementare ed a gennaio iniziera’ la terza. 
A motivo di difficolta’ legate alla problematica relazione con il padrone di casa, Wendi e la sua mamma hanno deciso di cambiare casa. Ora affittano una stanza a Chaaria Market, stanza che, rispetto alla precedente, ha il vantaggio di avere la corrente elettrica. 
Anche il pagamento dell’affitto di questo nuovo alloggio e’ stato reso possibile dalla generosita’ dei nostri donatori. Grace, mamma di Wendi, lavora sempre presso la nostra missione, dove si occupa delle pulizie della comunita’ e degli alloggi dei volontari. Anch’essa sta bene, pur con le difficolta’ che la sua emiparesi porta con se’. Ho sempre letto a Wendi i messaggi ricevuti dai donatori, e le mail che ci scambiamo: Wendi infatti passa spesso a salutarmi uscendo da scuola. 
Mi ha promesso che scrivera’ una letterina ai suoi “buoni samaritani”. Grace e’ sempre molto commossa ogni volta che le dico che i benefattori italiani vogliono sapere notizie: essa dice con stupore: “davvero sono interessati a noi?”. 
Essa, insieme alla sua bambina, assicura la costante preghiera per i generosi amici che le vogliono bene dall’Italia. Da parte mia, lasciate che vi ripeta una piccola frase di Gesu’ che sempre mi incoraggia, in mezzo a non poche difficolta’ e momenti di scoraggiamento, che il servizio al prossimo necessariamente porta con se’: “neppure un bicchiere d’acqua dato per amore sara’ dimenticato!”. 

Fr Beppe Gaido


1 commento:

Anonimo ha detto...

grazie fratel beppe, abbiamo letto con piacere notizie di wendi e grace. vi salutiamo dall'italia, un abbraccio a wendi! a presto, d e v


Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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