Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


venerdì 23 dicembre 2011

Naomi è andata a casa


Questa mattina era raggiante, quando e’ salita sulla macchina con Joseph alla volta della povera magione della sua nonna.
Ha aspettato tanto questo momento!
Ora finalmente potra’ trascorrere due settimane con la nonna che l’ha allevata, fino al momento in cui un virus ha deciso di stroncare la sua giovinezza.
Naomi ha portato a casa una torta, per festeggiare il Natale “con i suoi”.
Ma allo stesso tempo, Naomi pensa a tante persone che le vogliono bene sia a Chaaria che in Italia, e mi incarica di porgere a tutti i migliori auguri di Buon Natale e di felice anno nuovo.
Nella foto ci vedete insieme al “Pig and Wistle”, un locale di Meru, dove abbiamo celebrato il suo compleanno un sabato pomeriggio, quando Aldo ci aveva fatto il favore di rimanere di guardia in ospedale.

Fr Beppe Gaido


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