Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


sabato 7 gennaio 2012

Pamela e Sharon

Per Natale avevamo fatto un bel pacco viveri per la loro mamma. Oggi abbiamo salutato le bambine che sono venute a ringraziarci prima di riprendere la scuola lunedi' mattina. 
La loro situazione e' sempre abbastanza critica a casa, ma pian piano la loro mamma riesce ad organizzarsi meglio, con l'aiuto economico dei volontari. 
Pamela e Sharon sono due angioletti che certamente pregano quotidianamente per i benefattori. 
Loro hanno la serenita' dell'innocenza: non lo sanno che ci sarebbe la possibilita' di vivere meglio! Per loro la vita' e' cosi' e basta, e quindi non riescono ad essere infelici. Non hanno metri di paragone con chi sta meglio di loro! 
Speriamo che questo stato di beata incoscenza le protegga ancora per qualche anno, e quando saranno piu' grandicelle per capire un po' meglio la loro poverta', la loro situazione sia gia' un po' migliorata. 
Questo e' anche il nostro impegno.

Fr Beppe 


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