Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


lunedì 13 febbraio 2012

Messa di trigesima per Sr Oliva


Ieri mattina alle ore 9, durante la Messa con i malati dell’ospedale abbiamo ricordato con commozione Sr Oliva a 30 giorni esatti dalla morte, avvenuta il 12 gennaio 2012.
Abbiamo posto una sua foto davanti all’altare, mentre il Sig Viceparroco ha avuto parole di affettuoso ricordo per la sorella che ci ha di recente lasciato.
Noi preghiamo per lei, ma siamo convinti che in Sr Oliva abbiamo gia’ un altro angelo in Paradiso che intercede ed aiuta tutti noi che lavoriamo in Africa, sia a Tuuru, sia a Chaaria, sia nelle altre missioni cottolenghine.
La memoria di Sr Oliva e’ viva e benedetta tra lo staff e tra tutte le persone che l’hanno conosciuta.
Noi tutti di Chaaria salutiamo anche la sorella Agnese che e’ ormai tornata in Italia.
PS: nella foto vediamo Sr Oliva in una delle ultime uscite con i volontari, quando li aveva accompagnati nella “tana del lupo” dif r Argese.

Fr Beppe Gaido


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