Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


giovedì 3 maggio 2012

Un articolo su Meds update


La rivista scientifico-divulgativa del MEDS (Mission for essential Drugs and Supplies) ha ancora una volta dato spazio ad un “case report” che e’ nato dalla esperienza clinica del Cottolengo Mission Hospital.
Siamo molto onorati di questa nuova occasione di conoscenza e visibilita’ del nostro ospedale in una regione decisamente ampia. 
La rivista e’ infatti inviata a tutti gli ospedali missionari, sia cattolici che protestanti, in Kenya, Tanzania, Uganda e Sud Sudan.
Per noi e’ un onore e ci sprona a produrre ancora nuovo materiale scientifico da condividere con I nostri colleghi.
Anche di questo mi sento di ringraziare enormemente la Divina Provvidenza.
Fr Beppe Gaido


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