Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


venerdì 15 giugno 2012

Cagliari per Chaaria

Le iniziative di solidarieta’ in questi giorni si stanno susseguendo a ritmo battente, e, considerata la crisi economica che affligge il nostro Paese, la cosa ci riempie insieme di stupore e di responsabilita’.
La gente in Italia fa fatica ad andare avanti e non ha soldi, ma vuole ancora aiutarci e soprattutto si fida di noi. Cio’ ci commuove davvero!
Abbiamo avuto la grande offerta della Parrocchia Santa Monica di Torino per la Quaresima di Fraternita’; si sono attivati i nostri amici delle Molinette con il mercatino dell’usato; c’e’ stata una bancarella solidale gestita dai volontari siciliani all’infiorata di Noto; il Dr Giorgio Carbone (Primario di Medicina d’Urgenza dell’ospedale Gradenigo di Torino) ha organizzato un “aperitivo” a favore dei nostri bambini cardiopatici in occasione del suo compleanno.
Ora sappiamo che gli amici sardi stanno preparando una grande festa per noi, al fine di riuscire ad acquistare un apparecchio radiologico, che per il momento ancora manca nel nostro ospedale.
Il gruppo Karibu Kenya e’ sempre stato molto attivo e generoso nei nostri confronti: i containers di materiale sanitario, il gastroscopio, il generatore, il sostegno per il pagamento delle medicine in pediatria ed il “Progetto Perle Nere” non sono altro che piccoli esempi.
Ora la nuova frontiera e’ il radiologico, e sappiamo che, con la tenacia del Dr Luciano Cara e dei tanti amici del suo gruppo, si riuscira’ nell’intento in tempi brevi.
Anche la festa in discoteca e’ un esempio di coraggio e di fiducia allo stesso tempo, in tempi di crisi come quelli attuali!
Sara’ un party organizzato allo scopo di “dare un sorriso a chi vive sotto l’equatore”... ed in effetti sotto l’equatore ci siamo veramente, non perche’ Chaaria sia nell’emisfero australe, ma perche’ l’equatore passa piu’ o meno a poche centinaia di metri dall’ospedale... e se lo immaginassimo come una linea nel cielo (al modo del mappamondo), quella linea sarebbe davvero sulle nostre teste.
Grazie ancora a Luciano ed a tutti coloro che in Sardegna si prodigano per noi, sia con periodi di volontariato e sia con l’instancabile attivita’ di raccolta fondi.
Che Dio vi benedica tutti.
Fr Beppe Gaido e confratelli


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