Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


lunedì 25 giugno 2012

Lettera da Max

Qualche sera fa, Laura, Luisa e Giovanni hanno festeggiato insieme il loro compleanno con una festa con gli amici più cari. In questa occasione, hanno chiesto alle persone che condividevano questo momento di evitare regali , ma di fare una raccolta di fondi a favore dell’Ospedale di Chaaria.
Invitato come amico soprattutto, ma anche come Chaariota, ho raccontato brevemente dell’Ospedale   e dell’Associazione, mostrando qualche foto.
Questa bella iniziativa ha raccolto una somma di 1530€, che sono state destinate alla “nuova maternità” per contribuire  a completare, con la Sala Operatoria, un importantissimo passo in avanti per l’Ospedale e per i suoi malati.
E’ stato molto bello verificare come l’amicizia porti ad aprirsi all’esterno e non a chiudersi in un cerchio chiuso e che un momento di allegria deve guardare verso il mondo.
Un grazie ancora ai tre festeggiati ed alla loro generosità.
Max Albano

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