domenica 23 settembre 2012

Agrodolce


E’ con sentimenti contrastanti che questa sera abbiamo salutato il dr Pierantonio Visentin che ritorna definitivamente in Italia, dopo tre anni di encomiabile servizio a Chaaria.
Tre anni sono tanti ed e’ indubbiamente difficile raccogliere in poche parole il loro significato profondo: ma forse il modo migliore per riassumere quanto tutti noi proviamo e’ semplicemente il cottolenghino Deo Gratias.
Grazie a Dio davvero per il dono che Antonio e’ stato per noi, per la sua disponibilita’, per la sua bonta’, per la sua abnegazione nel servizio dei malati.
Grazie a Dio per gli esempi di preghiera e di profonda spiritualita’ che abbiamo ricevuto  dal dr Visentin.
Grazie a Dio per il suo amore ai nostri Buoni Figli, che sempre ha servito, ed anche seguito nei momenti di malattia.
Tutta questa nostra riconoscenza e le lacrime di commozione che stasera abbiamo intravisto negli occhi di Pierantonio, fanno dell’addio di oggi un momento estremamente dolce: dolce perche’ conclusosi bene, perche’ la partenza avviene in piena armonia ed amicizia, perche’ siamo stati grandemente aiutati dal suo lavoro ed edificati dai suoi esempi di vita.
Certo non manca l’amaro: amaro e’ per me considerare che ora non ho piu’ nessuno in reparto come coordinatore del servizio medico; amaro pensare che ritorna sulle mie spalle tutto il peso del controgiro serale dopo cena; amaro e’ rendermi conto che ora non potro’ piu’ affidare ad Antonio i pazienti cardiopatici, ipertesi o diabetici; amaro pensare che anche “il progetto occhiali per l’Africa”, i rapporti con “Ndugu Zangu” o con “Emergency” ora dipenderanno solo da me.
Non nascondo una certa preoccupazione per il carico di lavoro che la partenza di Antonio significhera’ per il sottoscritto, ma, come credente, sono sicuro che il Signore ha gia’ delle soluzioni pronte per Chaaria ed anche per me.
Ad Antonio auguriamo ogni bene per il suo futuro, e certamente rimarremo in contatto con lui, soprattutto con la preghiera.
Ci manchera’ la sua costante presenza anche durante la messa quotidiana… ma sappiamo che Antonio va per ragioni importanti e sacrosante, e lo sosteniamo in questa nuova fase della sua vita, anche se, egoisticamente, ci spiace che ci lasci… ecco perche’ l’addio e’ stato di sapore agrodolce.
Buon viaggio e buona vita!
Fr Beppe e comunita’ tutta di Chaaria 


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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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