Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.
Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.
Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.
Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.
Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.
E poi, andare dove?
Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.
Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.
Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.
Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.
Questo è quello che facciamo, ogni giorno.

Fratel Beppe Gaido

lunedì 10 dicembre 2012

Stagione di circoncisioni


Il mese di dicembre e’ in genere molto impegnativo per le circoncisioni tradizionali maschili.
Ogni giorno riceviamo una quindicina di ragazzi le cui famiglie hanno preferito l’igiene e la sterilita’ dell’ospedale ai rischi della circoncisione tradizionale. Oltre alla procedura chirurgica offriamo loro un ricovero di cinque giorni per le medicazioni e l’antibioticoterapia.
Oggi poi e’ una giornata campale in quanto abbiamo ricoverato 29 ragazzi da circoncidere, a cui si sono aggiunti 41 ragazzi ospitati presso la parrocchia di Chaaria per un programma di iniziazione che comprende non solo la circoncisione, ma anche un corso di tre settimane sulle responsabilita’ della vita adulta in prospettiva cristiana.
In tutto abbiamo quindi fatto 70 circoncisioni.
Essendo anche lunedi’, lascio immaginare il grado di confusione e di stress nell’organizzazione del tutto.
Esprimo pubblicamente il mio ringraziamento a fr Giancarlo che si e’ fatto carico di tutta l’organizzazione del lavoro di circoncisione, lasciandomi libero per i normali clienti dell’ospedale.
Abbiamo richiamato in servizio quattro tra infermieri e clinical officers in grado di operare tale procedura chirurgica; a loro abbiamo affiancato altrettanti assistenti di sesso maschile.
Per le circoncisioni abbiamo usato i locali del “TB block” (il bungalow di legno presso il cancello) e gli ambulatori del “CDF building”.
A motivo di questi arrangiamenti logistici, nella giornata di oggi i pazienti con TBC sono stati visitati in ambulatorio con gli altri clienti, mentre abbiamo fatto le vaccinazioni ai bambini e le visite prenatali in sala parto.
A tutta questa confusione si e’ aggiunta una situazione elettrica tremenda con il generatore ridotto allo stremo.

Il nostro impegno nel campo delle circoncisioni maschili si colloca sia nel campo del rispetto delle tradizioni locali, sia e soprattutto in quello della prevenzione dell’HIV.
Inoltre, anche per i ragazzi ricoverati in ospedale cerchiamo di offrire incontri ed occasioni di riflessione, in modo che la circoncisione sia davvero la porta di ingresso ad una vita adulta di onesta’, responsabilita’ e rettitudine.

Fr Beppe Gaido


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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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