Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.
Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.
Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.
Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.
Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.
E poi, andare dove?
Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.
Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.
Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.
Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.
Questo è quello che facciamo, ogni giorno.

Fratel Beppe Gaido

domenica 23 dicembre 2012

Tantissimi auguri




Carissimi amici e volontari, so che molti di voi stanno raccogliendo fondi per noi con grandissima generosità, altri si preparano a venire; altri collaborano a vario titolo alle attività della Associazione. 
So che questo è un vostro modo di dirci che ci volete bene e che vi ricordate sempre di noi.
Lino ci informa puntualmente della vostra generosità, ed è per questo che sento il bisogno di dirvi grazie con tutto il cuore per tutto quello che fate. 
E’ un segno che apprezzate quello che il Signore ci ha concesso di fare in questi anni. Infatti ci sentiamo sostenuti ed incoraggiati dalla vostra simpatia e dalle vostre preghiere. 
Qui l’atmosfera di Natale è poco visibile. Fa anche un caldo afoso che ricorda di più il ferragosto italiano che il Natale. Non ci sono addobbi per le strade ed anche la Chiesa parrocchiale è completamente spoglia di segni esterni. 
Ci sarà sì un piccolo presepio senza pretese che il parroco preparerà domani. Anche noi faremo il presepio nel Centro Buoni Figli. 
A Chaaria non ci sono vetrine, e qui non esiste la tradizione dei doni natalizi. I bambini non sanno di Gesù Bambino che porta i regali ai buoni, ed il carbone ai cattivi. 
Né conoscono Babbo Natale: cose come le renne, le slitte, la neve sono totalmente al di fuori del loro orizzonte mentale, dal momento che non li hanno mai visti. 
Comunque anche qui Natale è una festa per la famiglia, una occasione in cui la gente si ritrova a casa e festeggia questa unità anche solo con un pollo, ingrassato per l’occasione.
Il nostro lavoro continua a ritmi tremendi a causa dello sciopero degli infermieri governativi, tra tanti malati bisognosi che a volte riusciamo a soccorrere ed a volte muoiono nonostante il nostro impegno. 
Abbiamo sempre moltissimi parti, che per lo più vanno bene, e questo è per noi di grande consolazione: una nuova vita che nasce è sempre un dono impagabile di Dio che ci incoraggia anche di fronte agli innumerevoli fallimenti in altri campi (malaria, AIDS, TBC).
Pregheremo per voi nella notte santa, durante la Messa di mezzanotte: questo è quanto possiamo offrirvi in cambio. Rimaniamo uniti nel Signore. 
Tanti cari auguri di Buon Natale e felice anno nuovo. 
Ciao. Un forte abbraccio a tutti voi. 

Fr Beppe Gaido, Fratelli e Suore di Chaaria 


Nessun commento:


Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


Guarda il video....