Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


lunedì 21 gennaio 2013

Lettera di Anna: Il laboratorio di Chaaria

Chaaria è un bush Hospital dotato di tutti i servizi necessari per la cura di malati ambulatoriali e ricoverati (medici e chirurgici).

E’ presente un piccolo laboratorio generale di base. Piccolo ma perfettamente organizzato.

Sono presenti un Direttore, un vice Direttore, tre tecnici e due praticanti (studentesse), competenti ed intercambiabili nei ruoli.

Il personale è presente dalle ore 8 alle 18 , sabato e domenica compresi, ed ogni giorno sono previsti esami al letto dei pazienti: routine  (la mattina) ed  urgenti quando necessario.

Sono presenti un conta globuli di ultima generazione ed un piccolo analizzatore per le chimica clinica. La maggior parte delle analisi è eseguita manualmente compresa la colorazione dei vetrini per la ricerca del parassita malarico e per il bacillo della tubercolosi. I reagenti sono dell’ultima generazione, conservati secondo le prescrizioni del fornitore.



E’ disponibile una piccola scorta di sangue per le trasfusioni e sono eseguite prove crociate prima di ogni trasfusione, anche in caso di urgenza.

Ho collaborato con i tecnici  per le procedure di registrazione, per l’esecuzione delle analisi e sono riuscita a ritagliare un po’ di tempo per la raccolta di dati statistici, con particolare riguardo alla HIV e alle Epatiti B e C.

Dal 1 Gennaio al 31 Agosto 2012  sono stati ricoverati 4500 ammalati e sono pervenuti 9000 pazienti esterni.  Eseguiti 2348 test di screening per l’HIV per fine 2012  previsti più di 3500 tests  con un aumento di circa il 9% rispetto al 2011.

Tutti i campioni positivi sono confermati con reagente di fornitore diverso.

Dal 2011 sono garantite identificazione e rintracciabilità in modo sistematico: cognome nome, età, sesso, provenienza (in o out patient).

Ho elaborato i dati disponibili dal 2008 al 31 Agosto 2012 e ho potuto constatare un notevole aumento di efficienza nelle registrazioni, indice di grande consapevolezza professionale dei tecnici che sono attenti e sensibili al miglioramento della gestione.

Sono in corso di elaborazione i dati per le Epatiti.

Da luglio 2012 è stato introdotto il test per la ricerca dell’Helycobacter Pylori: 190 tests dal 23 Luglio  al 29 Agosto 2012 dei quali 86 positivi. Test di elevata  innovazione  e all’avanguardia

Il mio periodo di volontariato, prima volta in Africa prima in missione, ha avuto luogo per 20 giorni  fra agosto e settembre  del 2012. Sono stata considerata come una collega fin dal primo momento.  Il rispetto per la mia professionalità sono stati esemplari ed anche i pazienti che ho incontrato mi hanno sempre riservato un sorriso, talvolta un po’ di stupore per il colore della mia pelle. Una delle esperienze più gratificanti della mia vita, molto impegnativa dal punto di vista umano ma che ripeterò, probabilmente l’estate prossima.
Desidero incontrare i “colleghi africani” per collaborare con loro e per ritornare al laboratorio di un tempo, quello vero, dove la professionalità è fondamentale per potere garantire un supporto tecnico qualitativo e quantitativo ai medici e al personale sanitario che lavora a  e per Chaaria.

Grazie a tutta la comunità per avermi ospitata. 
Anna Sampò


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