Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


lunedì 21 gennaio 2013

Esagerato!

 
A Chaaria sembra che sempre tutto sia esagerato: il monte ore di lavoro, il numero dei pazienti, la congestione del servizio sia in outpatient che in reparto, per non parlare della sala parto.
Oggi in sala ne abbiamo avuto l’ennesima conferma.

Abbiamo operato un mostruoso fibroma che arrivava al diaframma.

Ancora non riusciamo a capacitarci di come una donna possa aspettare cosi’ a lungo prima di farsi operare.

Per lei era come avere in pancia una gravidanza a termine.



Fortunatamente e’ andato tutto bene e l’intervento e’ stato portato a termine senza importanti perdite ematiche.

Sicuramente e’ l’utero piu’ grosso mai rimosso a Chaaria.



Fr Beppe Gaido


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