Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


giovedì 28 marzo 2013

Alina

We have today greeted Alina who is going back to Subukia at the community of the Conventual Franciscan Fathers. 
We sincerely wish to thank her for the humble service rendered to our patients here in Chaaria for the 2 weeks she has been with us. We have appreciated her job, her simplicity and her prayerful life. 
We also thank Fr Areck who always think of Chaaria when he has a volunteer. 
Alina will go back to Poland on April the 4th 2013. May God bless her very much. 
We wish her all the best for any future endeavour in her life. 

Bro Beppe and community




Nessun commento:

Guarda il video....