Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


sabato 30 marzo 2013

Carbonchio (o antrace) cutaneo


E’ relativamente frequente a Chaaria avere delle piccole epidemie di carbonchio o antrace.
Per fortuna normalmente si tratta della forma cutanea che ha un andamento benigno e generalmente guarisce.
Al momento a Chaaria abbiamo registrato due casi (uno il 27 marzo ed il secondo il 29 marzo), entrambi nella stessa famiglia: sono due uomini che sono stati coinvolti recentemente nella macellazione di una mucca infetta. Nessuno di coloro che hanno ingerito la carne cotta al momento manifesta sintomi.
Abbiamo notificato i casi alle autorita’ sanitarie, perche’ la denuncia e’ obbligatoria anche in Kenya, ed ora stiamo seguendo i pazienti in regime ambulatoriale.
Per la terapia abbiamo deciso di associare amoxicillina e doxiciclina per via orale.
Non facciamo antibioticoterapia preventiva ai “contatti”, ma abbiamo dato indicazione di venire in ospedale precocemente in caso di sintomi.

Fr Beppe Gaido










Nessun commento:

Guarda il video....